Riconoscibilissima. Capelli lunghi, neri, numero 16. Alla sua prima stagione al Città di Falconara, ma è come se fosse Citizen da una vita. Isa Pereira, dalla Costa Verde sull’Atlantico alle rive dell’Adriatico: non è che sia cambiato molto. Povoa de Varzim o Falconara, è sempre casa. È sempre futsal. Quello del quale parla da vera veterana, nonostante sia solo una classe ’95, nella nostra intervista. Le marchigiane sono reduci da una sconfitta difficile da digerire, colpa della bestia nera – biancoceleste -, la Lazio. Un insuccesso che arriva una settimana dopo le difficoltà registrate contro la New Team Noci:

“Però quelle contro Noci e Lazio sono state due partite totalmente diverse” – ci dice Isa Pereira – “Per chi l’ha vista da fuori, con la New Team non è stato un grande spettacolo. Ma la loro è una squadra ben organizzata, che si è chiusa in difesa aspettando qualche nostro errore. Nel primo tempo abbiamo gestito noi la palla, mentre nel secondo è calata un po’ la concentrazione e l’intensità, e questo ci ha portato a concedere un po’ di più alle nostre avversarie. Comunque senza mai mettere la partita in discussione”.

Mentre con le aquile qualcosa è andato storto: La Lazio ha meritato vincere. Non siamo riuscite a riportare sul campo quello che avevamo preparato in settimana, né a imporre il nostro gioco. I loro 3 gol sono arrivati su tre errori da parte nostra che non possiamo permetterci. Purtroppo ci sono partite dove non riesci a dimostrare le tue vere capacità, ma queste sono anche le partite nelle quali impari di più. Comunque, pur non giocando al meglio, riusciamo a creare tante palle gol che dovremmo sfruttare con maggior cinismo”.

COMPETIZIONE – Isa sta scalando le gerarchie, non era facile. Si gioca il posto con un’istituzione come Corin Pascual. Da lei sta imparando, si sta mettendo in discussione. Ma a una perfezionista come la portoghese non basta ancora:Io non sono mai soddisfatta (ride, ndr), ma sto disputando una delle mie migliori stagioni, sia a livello personale che di squadra. Abbiamo una rosa competitiva, con giocatrici di grandissimo livello, e quando giochi in una squadra così devi per forza alzare l’asticella delle tue prestazioni” – e il rapporto con Pascual è idilliaco – “Questo è il quarto anno di Corin a Falconara, una giocatrice importante tanto dentro quanto fuori dal campo. Ha grande esperienza, vinto uno scudetto, è abituata a giocare in palcoscenici importanti quindi tutto quello che posso fare è provare a imparare“.

Tutta la squadra ne sta giovando: “In realtà non ci giochiamo il posto. Siamo una squadra completa, tra di noi esiste competizione, sì, ma quella sana. Quella di volere migliorare in ogni allenamento e aiutare al massimo il gruppo”.

UNO SGUARDO AL PASSATO – Dal Real Statte al Falconara, Pereira non trova grandi differenze: “Sono due società diverse, ma con una filosofie simili. A Statte si preoccupano per le giocatrici, cercando di farle sentire a casa, e a Falconara ho trovato lo stesso. Le persone sono disponibili e sempre pronte ad aiutarti in qualsiasi cosa. È impossibile non stare bene in un posto dove ti senti apprezzata! Diciamo che sono una giocatrice fortunata (ride, ndr)”.

Una giocatrice che punta al top: “Io provo a seguire l’esempio dei grandi sportivi, non solo legati al futsal o al calcio. Kobe Bryant era uno dei miei idoli, per come si approcciava allo sport, per il suo impegno e la filosofia con la quale affrontava le cose”.

Infine una curiosità. Ma Isa, quei capelli?: “Quando ero piccola avevo i capelli più corti, decideva mia mamma come avrei dovuto portarli. Dal momento in cui sono diventata indipendente allora ho voluto farli crescere, tanto che ora quando devo andare dal parrucchiere non riesco a tagliare più in su delle punte! (ride, ndr). Poco male. Lavoro, conoscenza del mestiere, voglia di migliorarsi e… Un look riconoscibile. Così si fanno grandi cose e si resta impressi nella memoria dei tifosi.