Il futsal si è fermato. Da qui fino al 15 marzo (almeno): stando così le cose, si torna in campo il weekend del 21-22. Quando il Città di Falconara, in pratica, avrà vissuto ben 35 giorni di stop forzato tra Coppa Divisione ed emergenza coronavirus. Questo è il quadro con il quale dovrà convivere anche Lidia Moreira. Portoghese, numero 8, arrivata nelle Marche durante il mercato invernale. Una voce semi-esterna che può svelarci come è percepita l’Italia di oggi, quella dell’emergenza, dal suo Portogallo: “Ora sono qui e come voi vivo le situazioni del quotidiano” – ha detto a Lady Futsal – “Ovvio all’estero c’è un po’ di preoccupazione e questo dipende da chi o da dove filtrano le notizie. Con le mie compagne pensiamo più che altro al nostro lavoro. Ci concentriamo su quello e questo ci aiuta a gestire il quotidiano. Il nostro modo di allenarci non è cambiato”. 

DIFFERENZE – Meglio parlare di campo, allora. Che mentre il futsal vive sospeso tra un comunicato e l’altro, le ragazze devono scendere sul parquet. Allenarsi, lavorare. Così come Lidia Moreira, che potrà approfittare della sosta per completare il proprio ambientamento sulle rive dell’Adriatico: “Sono stata accolta sin da subito più che bene dal presidente, dai dirigenti e dalle compagne. Poi mi sono messa a disposizione del mister per cercare di capire cosa cercasse da me in campo. Mi sto ancora adattando, ma non smetto di impegnarmi quotidianamente. E c’è una compagna in particolare sulla quale sta facendo affidamento: Isa Pereira ovviamente, sia perché parliamo la stessa lingua, sia perché è la mia coinquilina! Mi aiuta spesso in allenamento e in partita. Ma devo dire che tutte le ragazze mi stanno dando una mano”.

Lidia viene da un campionato diverso, quello portoghese. Ma non sembra essersene accorta:Cosa c’è di diverso tra i due campionati? Beh, si gioca con una palla e 5 giocatrici per squadra in campo: mi sembra tutto uguale, no?” – in effetti – “A parte gli scherzi, in Italia il gioco è molto fisico e inoltre la Serie A è strutturata diversamente, visto che in Portogallo abbiamo ancora due gironi”. Ma non è tempo per giudicare quale dei due campionati sia il migliore: “Questa è la mia prima stagione fuori dal Portogallo, credo sia presto per dirlo. Di sicuro apprezzo il fatto di poter vivere di questo sport, per me è un’occasione unica che non tutte possono avere. Rifammi la domanda fra tre mesi!”.

IMPATTO – Cinque partite, due gol. Ma quanti lampi di classe. Lidia Moreira si è vista poco, ma ha già conquistato il PalaBadiali: “In realtà non ho ancora potuto dimostrare il mio vero valore. Sono arrivata con appiccicata addosso l’etichetta di giocatrice internazionale e condivido il mio ruolo con Rafa Pato, una delle migliori al mondo. In Portogallo ero un punto fermo del Novasemente, ho conquistato la maglia della Nazionale” – adesso è tutto più difficile, una sfida – Mi sono catapultata all’interno di un gruppo di giocatrici già esperte e vincenti. Voglio ripagare al meglio la fiducia che mi ha dato il presidente. Ora rientra Rafa e dovrò impegnarmi al massimo, ma tutte insieme possiamo fare grandi cose. Io sono a servizio della squadra e loro possono contare su di me”.

Insomma, Lidia Moreira è una ragazza seria. Matura. Forte col pallone tra i piedi, soprattutto, qualità che definiremmo fondamentale nel futsal. Chiudiamo l’intervista allora con sei pillole su di lei. Tre cose che le mancano del Portogallo, e tre cose che ama dell’Italia: “Sento la mancanza di mio fratello, della famiglia e degli amici” – è naturale –“Di questo paese mi piacciono i falconaresi, la cucina di Marco (Ferrante, Orange, ndr) e Alberto (Berardi, ndr). E la maglia che indosso!”. Un falco che si augura di tornare presto a volare sul parquet: se lo augura tutta l’Italia.