Sveliamo un retroscena: Sofia Vieira avrebbe preferito non farla, quest’intervista. “Mi sento un po’ a disagio, la mia opinione non conta”. Parole che sono lo specchio di un animo umile, gentile. Fidatevi di chi scrive, è tutt’altro che scontato. Ed è stato un piacere, invece, convincerla a parlarci. Perché l’opinione tecnica di chi non ha una laurea in medicina non ha alcun senso. Ma la sensibilizzazione proveniente da una voce regina del mondo del futsal, come quella del numero 9 del Città di Falconara, conta eccome. E può essere letteralmente di vitale importanza. Per questo vi lasciamo subito alle parole di Vieira.

Sofia, la domanda è scontata. Come stai vivendo l’emergenza?

“È una situazione delicata per tutti. Dobbiamo solo attendere e ascoltare quello che ci dice il governo, quello che pensiamo noi non importa. Ciò che conta è che solamente lavorando tutti insieme potremo superare questo momento. Noi cittadini dobbiamo essere più responsabili: ecco, credo che manchi qualche responsabilità sociale. Comunque si nota come le cose siano cambiate. Adesso tutti girano con la mascherina, si guardano male (qui le scappa una risata, ndr), cercano di mantenere le distanze. È un po’ strano.”

Tu e le tue compagne siete rimaste a Falconara. Perché? Non è così ovunque, qualche giocatrice è già tornata in patria.

“La società ci ha dato piena disponibilità e libertà. Ci ha lasciato decidere se tornare a casa o rimanere a Falconara. Io ho scelto di restare perché, finché non arriverà una presa di posizione definitiva sul prosieguo o meno del campionato, mi è sembrato giusto non lasciare l’Italia. Io sono a casa, non mi manca niente e continuo a fare la mia vita. Cerco di stare a casa il più possibile per rispettare le disposizioni governative. Ma io sono una ragazza tranquilla, le mie abitudini non sono cambiate più di tanto. Ora semplicemente non ci sono più gli allenamenti, e quindi faccio degli esercizi in casa”.

Come è vista l’Italia dal Portogallo, in questo momento?

“In Portogallo non ci sono ancora tantissimi casi. Mi sento con la mia famiglia tutti i giorni, loro sono preoccupati per quello che sta accadendo in Italia. Lì si è solo all’inizio, anche se il governo portoghese sta già chiudendo le scuole, fermando lo sport. Ed è una bella cosa. Dovrebbero imparare tutti dall’Italia, cercando di non ripetere gli errori che sono stati commessi qui. Noi non siamo degli esperti, non dobbiamo decidere nulla. Fidiamoci e facciamo solo la nostra parte. Quello che cerco di trasmettere ai miei familiari è di fare il loro dovere, di essere responsabili, stare attenti ed evitare quei comportamenti che abbiamo visto qui in Italia”.

Responsabilità. L’hai detto prima, qui è mancata.

“Troppe persone non si sono rese conto della gravità della situazione. Sia per la mancanza di attenzione che hanno mostrato, sia per quello che abbiamo visto nei supermercati ad esempio. Svaligiati come se ci fosse la guerra. Non pensiamo agli altri, solo a noi stessi. Dobbiamo continuare a vivere con quello di cui abbiamo bisogno, altrimenti non resta nulla agli altri. C’è troppo egoismo in questo momento. Spero che ora esca il lato più bello delle persone, ci stiamo giocando la salute di tutti”.

Sofia mi saluta così: “Il momento per noi è triste. Siamo tutti fermi, non si gioca a futsal. Ma ci sono cose molto più importanti. Attendiamo, sperando che le cose si risolvano nel più breve tempo possibile”. Un esempio da seguire, nella vita come nell’emergenza.

Ancora una volta, Lady Futsal ci tiene a ringraziare pubblicamente Sofia Vieira e il Città di Falconara per averci concesso l’intervista.