L’emergenza sanitaria è ancora forte e il futsal fermo, non si sa per quanto… Sulla carta, la data stabilita per il ritorno alle attività è quella del 3 aprile ma nessuno può scongiurare un’eventuale proroga dello stop.
Intanto, con una lettera arrivata alla nostra redazione, i Consiglieri della Divisione calcio a 5 Antonio DarioAlessandro DiberardinoLuca Fadda danno la loro opinione su come sia possibile chiudere/concludere la stagione. Ecco cosa ci hanno scritto:
“Una nostra riflessione sui possibili scenari che ci aspettano in conseguenza delle decisioni che il Governo politico e quello sportivo andranno a prendere a breve e che coinvolgeranno anche  noi; naturalmente la sede per approfondire, discutere e migliorare ogni soluzione sarà quella del Consiglio Direttivo nel quale saremo chiamati a fare sintesi per prendere le migliori decisioni nell’interesse del futsal nazionale. Di giorno in giorno, ma si potrebbe dire di ora in ora, appare più difficile la possibilità di ripresa dei campionati in tempi ragionevoli, perché buona parte delle nostre 200 società nazionali possano sostenere una situazione così complicata e inaspettata che ha trovato tutti evidentemente impreparati. Da un lato i molti giocatori/trici e allenatori/trici lontani dalla casa o dal paese di origine, giustamente preoccupati per le loro famiglie, dall’altro dirigenti e presidenti, molto spesso vero ed unico sostegno economico della società, che alla preoccupazione per la salute dei propri familiari aggiungono quella per i loro giocatori, per i dipendenti nelle loro aziende o per le loro attività professionali,oltre che per i contratti di sponsorizzazione, in un momento così drammatico e pieno di incertezze. Naturalmente, non abbandoniamo la speranza e il desiderio che per il 3 aprile la situazione sia tornata sotto controllo e si possano riprendere tutti i campionati magari con delle formule ridotte in base al tempo rimasto a disposizione. Gli uffici della Divisione calcio a 5 certamente si faranno trovare pronti per reimpostare l’ultima parte della stagione. Ma, se così non fosse, l’ipotesi dell’interruzione dei campionati per molta parte delle società, e pensiamo anche dei giocatori/trici, potrebbe farsi preferire al prolungamento di una attesa con il fiato sospeso che sottrae energie e concentrazione alla soluzione di problemi più contingenti. Anche nella prospettiva di prepararsi alla nuova stagione, che sarà più che mai desiderata e che ci troverà pieni di energie e di voglia di riprenderci questi mesi rubati. ‘A volte perdere quello che si voleva salvare può essere la vera salvezza’. Non era mai successo prima, se non al tempo della guerra, dunque nessuna prassi e un vuoto normativo su come regolamentare le conseguenze per le promozioni e le retrocessioni, ma rimane forte la necessità di non cancellare dei campionati che sono andati ben oltre la metà del loro compimento, per non vanificare gli sforzi, gli impegni economici dei club e dei giocatori/trici che legittimamente sperano di veder premiati i loro meriti sportivi ad oggi mostrati. Di fronte a questa ipotesi, crediamo e speriamo che il Consiglio Federale per la riunione del 23 di marzo sappia colmare questo vuoto normativo e regolamentare, con la predisposizione di un quadro normativo all’interno del quale ogni Lega, Divisione e Comitato possa adottare, nel rispetto della linea comune, delle soluzioni meglio adattabili alla specificità della propria rispettiva organizzazione. La nostra organizzazione prevede un campionato di serie A maschile che dà accesso alle competizioni internazionali (UEFA Futsal Champions League) e che dunque vede primariamente la necessità di attribuire questa assegnazione, se non proprio quella del titolo di Campione d’Italia. Nelle altre categorie (serie A2 e B maschile, serie A e A2 femminile), ovviamente, sono previste promozioni e retrocessioni che oggi vedono virtualmente coinvolte le prime e le ultime di ciascun girone. Una ipotesi di tutela delle aspirazioni di tutte le società coinvolte nei giochi della promozione e della salvezza alla data di interruzione del campionato, sarebbe quella di garantire ad esse il diritto di chiedere l’ammissione al campionato superiore (le prime in classifica di ciascun girone) e di rimanere nel campionato di competenza (le ultime di ciascun girone). La serie A maschile (peraltro la sola fra le altre 5 categorie che per mezzi e organizzazione potrebbe attendere oltre e portare a termine il campionato anche con una formula ridotta per assegnare il titolo e e decretare le retrocesse) sarebbe l’unica, delle 5 categorie, che potrebbe ritrovarsi con un numero impegnativo (19) se  le retrocedende (3) chiedessero di mantenere la categoria e le promuovende (3) dalla A2 chiedessero l’ammissione. Mentre le altre categorie, anche nella prospettiva di cui sopra, raggiungerebbero numeri sostenibili: serie A2 maschile a 16 per girone, serie B a 12/13 per girone, serie A Femminile a 18, serie A2 femminile a 14 per girone. Peraltro è difficile pensare che nel momento di forte recessione che seguirà a questa emergenza sanitaria, i club non scelgano di ‘sistemarsi’ nella categoria inferiore.
Il principio fondamentale rimane quello di garantire alle oggi virtuali promuovende il diritto di chiedere l’ammissione alla categoria superiore o di rimanere nella categoria di appartenenza; per le oggi virtuali retrocedende il diritto di chiedere il mantenimento della stessa categoria o di accettare la retrocessione. Ci sembra che una soluzione di questo tipo, possa garantire le legittime aspettative della maggior parte delle società e contemperare equamente meriti e demeriti, lasciando ad ogni modo a queste società un c.d. ‘paracadute’ per scegliere in piena coscienza quale sia la categoria più adatte alla propria organizzazione e potenzialità. Attendiamo con fiducia le determinazioni della FIGC e della LND consapevoli che …. ‘quando il perché è forte il come si trova sempre’, certi che il calcio tutto e anche il nostro futsal sapranno riprendersi con ritrovati stimoli e ambizioni”.
I consiglieri
Antonio Dario
Alessandro Diberardino
Luca Fadda