Diciassette squadre, due gironi, dieci club a giocarsi il Gold, le restanti ad affrontarsi nel Silver. Sulla scia della scorsa stagione, quest’anno la Serie A Elite avrà un solo e grande cambiamento. Due posti in più per il Gold (la scorsa stagione erano 8, quest’anno saranno 10), una differenza notevole per tutti. Già, proprio per tutti. Perché analizzando la situazione delle squadre a oggi non sembrerebbe esserci una squadra top, a parte il fortino Olimpus.

Partiamo dal girone A: Ternana, Kick Off, Sinnai, Cagliari e Falconara sembrerebbero le più attrezzate per accaparrarsi i primi cinque posti validi per giocarsi il tricolore ma occhio a cantar vittoria. La Thienese è pronta a sferrare due grandi colpi (leggi qui) e, rimanendo al nord, anche il Breganze ha tra le sue fila giocatrici di spessore internazionale. E infine il Pescara, appena ripescato che sta lavorando velocemente per costruire una rosa di livello. E chissà che proprio la squadra abruzzese non possa essere la mina vagante del girone nord.

Scendendo verso il centro sud troviamo lo squadrone dell’Olimpus che sta anche facendo un pensierino a Gimena Blanco (assolta definitivamente… leggi qui) nell’attesa di sistemare la porta con Sara Giustiniani. Un passetto dietro il club allenato da D’Orto, ci sono Lazio e Montesilvano che si giocheranno anche la Supercoppa italiana nel primo trofeo stagionale (data la rinuncia dell’Isolotto vincitore dell’ultima coppa Italia). Il Real Statte e il Napoli potrebbero andare a prendersi gli ultimi due posti disponibili per il Gold avendo lavorato molto bene sul mercato in entrata. Nel girone B con nove squadre e quindi un turno di riposo a testa, saranno quattro i club a doversi accontentare del Silver con il Bellator, il Locri, il Bisceglie e il ripescato Fasano che non avranno vita facile ma che neanche staranno a guardare, statene certi.

Sulla carta è facile parlare, a oggi sono solo pensieri, idee, supposizioni. Poi parlerà il campo, il pallone, la gestione del gruppo, la bravura dello staff. Perché se una cosa ci ha insegnato il futsal è proprio questa, sono i piccoli particolari a fare la differenza. Lavoro, dedizione, passione, amore per uno sport che rimane tra i più belli e affascinanti del mondo.

Serena Cerracchio