Il Paese è diviso in due. In pochi se ne sono accorti, forse, ma metà dei nostri connazionali hanno vissuto tutt’altro che in quarantena. Lavorando e producendo per l’altra fetta di Italia obbligata a restare a casa. I dati sono praticamente al 50 e 50, non è un modo di dire. E tra chi il letto del proprio appartamento l’ha visto solo col binocolo, dallo scorso 11 marzo, c’è Federica De Col. Capitano della Littoriana senza futsal. Senza compagne e senza allenamenti, neanche quelli casalinghi:

“Io durante la quarantena ho continuato a lavorare visto che sono impiegata presso una cooperativa agricola e mi occupo di vendita diretta di alimenti – ci ha detto Federica -. Essendo beni primari, non potevamo stare a casa”.

Lavoro o non lavoro, però, la vita è cambiata per tutti.

“Comunque la mia quotidianità è stata stravolta ugualmente dalla quarantena. Il lavoro è triplicato, esco tutte le mattine alle 6 e non so mai a che ora rientrerò a casa. Possono essere le 16:30 come le 20:30. Soprattutto nei primi giorni di questa emergenza, quando un po’ tutta Italia viveva nella psicosi, tante persone hanno fatto scorte di qualsiasi cosa. Farina, pasta, chili di mele, patate… per fortuna si sta tornando piano piano alla normalità”.

Un passo alla volta, servirà del tempo. Probabilmente pure per rimettersi gli scarpini e abbracciare le proprie compagne dopo un gol. O ritrovare anche solo le forze per pensarlo:

Sono stanca fisicamente e mentalmente, soprattutto. Però a essere sincera: meno male che ho continuato a lavorare. Così sono riuscita a far passare il tempo. Anche se devo dire che mi manca lo sport, visto che non mi alleno praticamente dal primo giorno di quarantena. Non ho tempo, neanche per fare esercizi in casa. Esco di casa per il lavoro, torno, doccia, e crollo sul letto”.

Il tempo per sentire le compagne, invece?

“Noi continuiamo a sentirci tutti i giorni sui nostri gruppi Whatsapp, sui social. Quello per fortuna è un aspetto della nostra quotidianità che è rimasto. Abbiamo fatto tantissime videochiamate, addirittura provando a fare in diretta degli esercizi di gruppo: purtroppo io sono sfigata (ride, ndr) e sono riuscita a partecipare solo mezza volta. Però ci siamo sentite spesso, anche solo per stappare una bottiglia insieme. Tra l’altro ho compiuto 30 anni durante la quarantena, lo scorso 11 aprile, e la mia squadra in un modo o nell’altro è riuscita a farmi tante sorprese. Video, chiamate, biglietti. Mi hanno mandato gli auguri in ogni modo possibile”.

E c’è stato spazio anche per del contatto visivo non-virtuale:

“Sono riuscita a vedere 2/3 compagne. Una lavora con me, mentre altre due sono venute a fare spesa dove lavoro. Oppure hanno ordinato a domicilio e ho portato loro la spesa”.

Ma è giusto anche parlare di futsal, di Littoriana. La stagione di altissimo livello della squadra di Grassia ha permesso alle pontine di salvarsi sul campo con 4 giornate di anticipo. Ma quei playoff… sono un rimpianto?

“Se dovessero davvero dichiarare chiusa la stagione allora sì, un piccolo rimpianto ci sarebbe – continua De Col -. La classifica dice che arriveremmo quinte a pari merito con l’Atletico Tirrena e a -1 dal quarto posto del Real Terracina (che ha una partita in meno, ndr), l’ultimo valido per i playoff. Però non riesco a essere negativa solo per questo. Veniamo dalla Serie D, e per essere il primo anno in C… insomma, tanto di cappello a noi. Tra l’altro dovesse finire così avremmo anche la capocannoniere del campionato, Beatrice Bellato. Sarebbe una doppia soddisfazione: sono felice”.

Anche perché quest’anno De Col si è tolta più volte la soddisfazione del gol. Per una ‘difensivista’ come lei, non è cosa da poco:

“Sì, segnare per me è anomalo (ride, ndr). Perché io sono una giocatrice molto difensiva, ho ancora addosso un po’ di DNA del calcio a 11, dove giocavo difensore, e spesso non riesco neanche a superare la metà campo. Quando mi arriva una palla che non mi piace, la spazzo! (ride, ndr). Quindi aver realizzato qualche gol per me è un altro motivo d’orgoglio”.

Il futuro è un’incognita per tanti, non per il capitano delle pontine. Che davanti a sé vede solo neroblu. Vede solo la Littoriana:

“Sperando che ci diano l’ok per tornare ad allenarci il prima possibile, io non vedo l’ora di iniziare una nuova avventura con la Littoriana. Il mio futuro è legato a questa società: al mio mister, al mio presidente, ai miei dirigenti e alle mie compagne. Poi nella prossima stagione speriamo di poter fare ancora meglio di questo quinto posto…”.

Tra le righe si legge ‘Serie A2’…

“Sicuramente ci proveremo. Questo campionato ci è servito anche per acquisire autostima in noi stesse. L’estate scorsa avevamo un po’ paura, tutte quante. L’anno prossimo sarà diverso”.