Il volo delle aquilotte prosegue ad ali spiegate. La Lazio, dopo le prime sette giornate di regular season, si ritrova infatti a guardare il resto della Serie A dall’alto verso il basso, in virtù dei sei successi inanellati che gli sono valsi, inoltre, la qualificazione alla Coppa Italia con quattro turni d’anticipo.

IL MOMENTO – “Sappiamo benissimo che la stagione è lunghissima e che, ovviamente, le partite che contano davvero devono ancora arrivare – premette Valentina Siclari -, ma siamo contenti di essere lassù: questo vuol dire che tutti i sacrifici fatti finora stanno dando i frutti sperati”. L’armonia e la fiducia che permeano l’ambiente biancoceleste, in effetti, si percepiscono chiaramente: “Più che grande – spiega il pivot calabrese -, la definirei una Lazio felice. Stiamo bene in campo come fuori, siamo un bel gruppo, in cui ognuna di noi corre per l’altra, e fino a che ci sarà quest’entusiasmo, sicuramente faremo bene”.

KICK OFF – L’ottavo atto della massima categoria del futsal in rosa vedrà le capitoline sfidare la Kick Off al Seven Infinity. “Sarà una partita complicata – sostiene la numero 5 -. Noi fuori soffriamo sempre un po’ di più rispetto a quando giochiamo a Fiano, loro invece vengono da un buon momento e dall’ottimo pareggio ottenuto contro lo Statte, quindi, certamente, cercheranno di sfruttare il fattore interno per vincere”. La Lazio, dunque, dovrà mantenere alta la guardia in quel di Gorgonzola. “Dobbiamo stare attente ad approcciare bene la gara – prosegue l’ex Salinis – e cercheremo di portare a casa la vittoria”.

L’AMBIZIONE – Chilelli, nella sua faretra, potrà contare su una Siclari fortemente motivata a riscattare lo sfortunato ultimo biennio: “Ho perso quasi due stagioni tra Covid-19 e infortunio – afferma la numero 5 -. Ho tanta voglia di tornare a fare bene, per la Lazio e per la fiducia che mi è stata concessa anche quest’anno”. Gli obiettivi da raggiungere, ciò non bastasse, sono succulenti. “Sarebbe fantastico provare a vincere la Coppa Italia e superare questi maledetti quarti di finale scudetto”, conclude una determinatissima classe ’89.

Alessandro Cappellacci