L’abbiamo disturbata in tante, troppe occasioni: “Ancora tu?”, mi ha detto l’ultima volta. Scherzando o almeno spero. Scherzando, di sicuro, e introducendomi all’intervista numero tre (quattro considerando questo speciale) dell’anno. La più triste, al di là delle battute. Perché il Real Praeneste di Silvia Pietraforte si è fermato, insieme al futsal, quasi un mese fa. Era il 5 marzo, le praenestine avevano ‘mangiato la foglia’, annusato l’aria di decreto e dunque di quarantena. Da allora sono a casa: niente campo e niente calcio, solo tanti sketch sulla pagina ufficiale del club.

Avrebbe dovuto essere un anno diverso, per mille motivi. Lo stop forzato dall’emergenza coronavirus è stato solo l’ultimo intoppo – ovviamente il più grave – di un 2020 iniziato con il piede sbagliato. Senza vittorie, senza quello spirito che invece aveva caratterizzato i primi mesi di Pietraforte sulla panchina del Real Praeneste. Un’emozione unica: “Una volta che sono entrata nel campo ancora vuoto mi sono detta: ‘È arrivato il momento’ ci aveva raccontato parlando del suo esordio. Mi sono presa per me i minuti in cui le ragazze si sono cambiate. È in quegli istanti che ti passa tutta la carriera davanti, i tuoi anni passati. Ma quando le ragazze sono entrate per il riscaldamento la mia testa e tutti i miei pensieri erano rivolti alla gara”.

Poi tante belle prestazioni, prima del crollo post-natalizio. Un calo più mentale che fisico, comunque, che ci stava. Era tutta esperienza. Quella della quale aveva bisogno un mister catapultato dalla Serie D col Torre Maura al nazionale in un’estate. Serviva sbagliare qualcosa, fare bagaglio dei propri errori. Per poi chiudere l’anno in crescendo e permettere alla squadra (e all’allenatrice) di capitalizzare tutte le proprie potenzialità: “L’impatto con un campionato così distante rispetto a quello dove allenavo l’anno scorso è stato tosto. Però la Serie A2 è bellissima, anche quando perdi fai calcio a 5Qualcosa da limare e rivedere c’è, ma nel complesso sono molto contenta di come sta andando e anche della risposta delle ragazze. Si impara soprattutto degli errori”.

E invece questo stop ci lascia dinnanzi a un’incompiuta, sarà per il prossimo anno (pessimisticamente parlando). Sarà per una nuova chance – comunque meritata vista l’ottima prima parte di stagione -, che Pietraforte coglierà al volo. Che poi è pure sbagliato parlare di seconda occasione. Nonostante la squadra si sia fermata solo a +1 dai playout, Silvia non ha avuto realmente il tempo di mostrare appieno il proprio valore. Valore sul quale il Real Praeneste è pronto a scommettere di nuovo.

Da qui a un anno come ti vedi?“, le avevamo chiesto a settembre.

“Sono un’allenatrice giovane, questo è il mio terzo anno effettivo da tecnico. Sono ambiziosa, ma tengo i piedi per terra e mi rendo conto che devo fare tanta esperienza e tanta gavetta, e questo è un motivo in più per ringraziare la società per la grande opportunità che mi ha dato. Spero di raggiungere gli obiettivi prefissati con il club, e quindi di vedermi di nuovo in questa categoria con il Real Preaneste“.

Il futuro è suo, torneremo a disturbarla…