Non solo i campionati nazionali. In ogni regione si incontrano storie, partite, mondi. Come per esempio in casa del Cus Cosenza dove domenica scorsa Micaela Cataldo ha indossato per la prima volta la fascia da capitano. E al di là del risultato, contano le emozioni, che si intrecciano e danno vita ai battiti accelerati, al famoso cuore in gola. Perché una fascia al braccio è un piccolo sogno che si avvera.

“Non immaginavo di indossare la fascia da capitano. Sono quasi sei anni che gioco al Cus e quindi domenica per me è stato davvero un onore. Un onore per questa maglia, per questi colori e per questa famiglia. Poi quando hai al tuo fianco tutte le compagne e la società è ancora più speciale”.

Come sta andando il vostro campionato? Raccontaci…

“Quest’anno è abbastanza competitivo e sono contenta perché non si deve dare nulla per scontato. Indipendentemente dalla squadra affrontata finora, ogni partita ci insegna sempre qualcosa e cerchiamo di farne tesoro per le prossime a venire. La nostra stagione è iniziata bene, ma abbiamo commesso piccoli errori durante il tragitto e questo ci porta ora ad essere a metà classifica. Domenica abbiamo giocato contro il Decollatura, è stata una buona partita sotto tutti i punti di vista: mentalità, carattere, tecnica e gioco espresso.
Sabato aspetteremo in casa il Borgia”.

Al via il girone di ritorno, con un motto sempre in testa…

“Lavoreremo duro per non commettere gli stessi errori e per ottenere il posto in classifica che ci spetta!Prima di ogni gara urliamo sempre: con o senza, Cus Cosenza. Perché il Cus c’è sempre, ha aperto le porte a tutti, c’è chi entra e non se ne va più e c’è chi entra e poi se ne va per motivi di lavoro o altro. In ogni modo è difficile andarsene senza portare con sè un bel ricordo. E non è mica scontato eh? Molte persone vengono e parlano male della propria società, delle compagne, dell’ambiente. E ci rendiamo conto allora di essere fortunate perché abbiamo alle spalle tre donne che gestiscono tutto e non ci fanno mai mancare nulla. Abbiamo Giovanna, il mister, che crede in noi più di ogni altra cosa. Non lo dice mai a parole, ma lo sa esprimere benissimo con i fatti. Poi c’è Cathia, il nostro preparatore. Non dorme la notte per cercare di trovare tutte le soluzioni possibili ai nostri problemi fisici e atletici. Ci propone sempre allenamenti nuovi e sempre costruttivi. E poi c’è Barbara, il dirigente. Ci rimprovera sempre ma ci vuole bene. I panni sporchi si lavano in famiglia. Ecco, noi siamo così”.

S.C.