Continua l’avventura in serie C per il Cus Cosenza, una delle realtà più belle che abbia incontrato nel mio viaggio continuo con Lady Futsal in questi “quasi” tre anni. Tra le anime del Cus, di sicuro il suo capitano, Celeste Trimarchi, che da cinque anni nel bene e nel male, veste il giallo e il verde.

“Quest’ano ci siamo trovate ad affrontare tutto un altro campionato, essendo passate dal nazionale al regionale. Ho iniziato dal regionale e dopo la parentesi fantastica del nazionale, sono di nuovo qui. Però diciamo anche che il livello si è alzato moltissimo e infatti rispetto agli anni passati c’è più equilibrio nel campionato regionale calabrese. Ci sono delle squadre nuove ben attrezzate e noi che veniamo da una A2 siamo considerate una delle squadre da battere. Non possiamo non prenderla come una bella sfida, è uno stimolo enorme. Sappiamo di dover alzare il livello e di doverci impegnare per riportare su il nome del Cus Cosenza. Una bella sfida”.

C’è stato qualche addio a settembre, ma questo Cus ha tante anime, non credi?

“Qualcuna è andata via, andando a rinforzare altre squadre. Ma è il ciclo dello sport, no? Vogliamo dimostrare che le promozioni degli anni scorsi ce le siamo meritate sul campo e proprio con la nostra forza, che è sempre stato il gruppo. Si vede che abbiamo un obiettivo in comune, la nostra è una realtà diversa dalle altre, particolare, portata avanti con tanti sacrifici e dalla nostra passione. Come dicevi tu, non ci sarebbe questo Cus senza l’anima. E l’anima del Cus è Giovanna. Senza i suoi sacrifici non staremmo qui. Lei ha saputo fin da subito trasmetterci i principi e la passione, al di là della categoria…”.

Cosa vorresti chiedere a Babbo Natale per il Cus?

“Da calciatrice spero di dimostrare, insieme alle mie ragazze, dico mie da capitano, la magnifica realtà che siamo, sperando di riuscire a prenderci quello che ci spetta o comunque delle belle soddisfazioni”.

E per te, Celeste?

“Mi piacerebbe riuscire a portare a termine qualche obiettivo che mi sono prefissata e a cui sto lavorando in questo momento. E poi un pensiero felice per la mia famiglia, per il mio piccolo nipotino Giuseppe di 3 anni e per Iole, che ci sta per raggiungere su questa terra”.

S. Cer.