Buona la prima, è il caso di dirlo. Il Cus Cosenza è ripartito dalla Serie C calabrese e, inutile negarlo, proverà a tornare al più presto nel campionato nazionale che lo ha visto protagonista in Serie A2 negli ultimi due anni. Il 17 a 1 rifilato all’Audace Decollatura in campionato ne è testimone. E sabato la trasferta contro il Borgia. Tra una chiacchierata e un sorriso, abbiamo fatto il punto con la dirigente (ma a volte ancora giocatrice), Barbara Parisi:

“Non eravamo più abituati a questi ritmi un po’ blandi anche se quest’anno prevedo un campionato bellissimo. Un solo girone da 12 squadre, in cui almeno 4, 5 si sono attrezzate molto bene, rendendo il tutto più stimolante. Quantomeno bilanciamo la delusione di non essere in A2…”.

Tanta?

“Un po’ si, inutile negarlo. All’inizio non ero d’accordo con Giovanna sulla non richiesta di ripescaggio. Ma poi ho capito qual era il suo punto di vista. Se hai perso sul campo è giusto che tu scenda in una categoria inferiore: bisogna avere umiltà e ripartire. Altrimenti cosa insegni alle tue ragazze? Le cose vanno conquistate sul campo”.

Com’è cambiato il Cus Cosenza?

“L’ossatura è rimasta la stessa: una delle due sorelle Macrì, Alessia è andata a rinforzare il Mirabella; Giovanna Lizzi è andata a rinforzare la squadra di Roccella e Bianca Arcuri è andata a rinforzare il Corigliano Rossano. Insomma… abbiamo contribuito al completamento di alcune squadre regionali. Scherzi a parte… noi siamo una società che ama fare sport per passione, ogni ragazza è sempre libera di scegliere. Sarà bello ritrovarle in campo”.

L’obiettivo non può essere altro che? Finisci tu la frase…

“Tornare nel nazionale, ovvio. Ma ripeto, ci sono tante squadre attrezzate, sulla carta una delle due di Catanzaro dovrebbe essere la favorita. Ma Giovanna è riuscita a dare nuovi stimoli al gruppo, le ragazze la seguono e rispettano molto, quindi chiaramente ci saremo anche noi a lottare fino alla fine. Ci dobbiamo credere, ma da quello che vedo siamo sulla strada giusta”.

E tu, Barbara, tornerai in campo?

“Ma scherzi? Ogni tanto mi alleno con loro, partecipo alle partitelle ma non reggo i ritmi delle giovani. Quando giochiamo mi faccio sempre dare da Giovanna le tre più veloci, altrimenti non ce la faccio. Mi hanno pensionato”.

Serena Cerracchio