Ah, la vita da fuorisede. Stravolta. Città, casa, amici… famiglia. In pochi sono fortunati a trovarne un’altra lontano dalle proprie radici. Serve predisposizione, ma anche (soprattutto) fortuna. Quella che ha avuto Daniela Correale. Dalla Calabria a Roma, per seguire il lavoro e – inconsciamente – il futsal. Una volta arrivata nella Capitale, il centro del movimento di calcio a 5 femminile, ha incontrato il Real PraenesteÈ stato amore a primo calcio. Daniela è alla sua seconda stagione con le praenestine, una stagione che non sta rispettando le sue aspettative sul piano sportivo. Ne ha parlato a Lady Futsal.

Daniela, gennaio e febbraio maledetti. Domenica è il 1° marzo, inizia un nuovo capitolo del vostro campionato?

“Non solo il 2020, stiamo vivendo un campionato al di sotto delle aspettative fin da inizio stagione. Nel girone di ritorno abbiamo portato a casa tre sconfitte e un pareggio. Poco, ma restano ancora sette giornate e restiamo a metà classifica. Ci stiamo allenando bene, anche se abbiamo tante infortunate. Ci manca un po’ di concretezza nel secondo tempo. Iniziamo bene ogni partita, riportiamo quello che facciamo durante la settimana in tutte le azioni e poi viene a mancare il risultato finale”.

Molti tuo compagni, e lo staff, parlano di un problema ‘mentale’. Sei d’accordo?

“Quando c’è la testa tutto il resto viene di conseguenza. Nelle partite ‘semplici’ abbiamo vinto agevolmente, con tanti gol di scarto. Penso al 9-0 col PMB, l’8-0 al Frosinone. Basta che una di noi sia sul pezzo per farsi seguire da tutta la squadra. Dobbiamo solo metterci un po’ di cinismo in più sotto porta verso la fine della partita: è come se ci adagiassimo…”.

Col Castellammare bisognerà invertire la rotta.

“Quest’annata non ci rispecchia. Forse è per via delle tante ragazze nuove, devono ancora integrarsi al meglio. Però durante gli allenamenti diamo il massimo e cerchiamo di preparare la partita nel migliore dei modi. Poi durante la gara succede sempre qualcosa, ci manca la grinta. Ci sono ancora 7 partite, lo ripeto. Il Real Praeneste non demorde, crediamo in noi stesse. Domenica i tre punti sono d’obbligo”.

Sei al tuo secondo anno qui, ma è come se ci fossi da sempre.

“Questa società è la mia seconda famiglia. Essendo una fuorisede la considero così: ci troviamo tutti bene al Praeneste”.

Vedo che tifi Crotone… Ti manca casa?

“Sono una crotonese doc. Seguo anche a distanza il mio Crotone, una passione nata grazie a mio padre. Però non ho mai giocato a calcio. Io vengo dalla pallavolo e, per caso, grazie a una mia amica, mi sono ritrovata catapultata nel futsal. Giocavo nella squadra di Crotone. Poi ritrovandomi qui a Roma per lavoro ho girato diverse squadre, per fermarmi infine al Praeneste. Se ti trovi bene in un contesto, tutto fai tranne che cambiare. Però le origini non si dimenticano mai... La voglia di tornare c’è sempre, ma purtroppo lo posso fare solo per le vacanze!”.