La Divisione Calcio a 5 e la Lega Nazionale Dilettanti, nelle figure dei suoi presidenti (rispettivamente Andrea Montemurro e Cosimo Sibilia), hanno scritto alle società un messaggio in vista delle festività pasquali. Ecco le loro parole.

ANDREA MONTEMURRO – “Il mondo del calcio a 5 italiano è sempre stato abituato a godere delle festività pasquali come un momento di pausa e riflessione dopo la full immersion di marzo legata agli varie Coppe Italia. Un modo per ritrovarsi in famiglia, circondati dall’affetto dei propri cari per poi tuffarsi verso il finale di stagione. Mai come quest’anno, l’arrivo della Santa Pasqua ci impone il tema della riflessione. Perché stavolta sarà tutto diverso. L’emergenza sanitaria che sta attanagliando tutto il Paese, ma anche il resto del mondo, ci ha costretto a vivere un distanziamento sociale, bloccando le attività, ivi compresa quella sportiva e del futsal, allontanandoci dai nostri a Lo stop forzato ci sta costringendo a riflettere: è necessario, quanto fondamentale, inquadrare la miglior soluzione possibile per far ripartire la nostra attività quando tutto questo periodo sarà messo alle spalle. Il mondo del futsal maturato, trovando quella visione comune imprescindibile se si vuole ricominciare nella giusta direzione. Anche se fisicamente lontane è a tutte le componenti del mondo del futsal giocatori e giocatrici, tecnici e arbitri di ritrovarci il prima possibile insieme sui campi”.

COSIMO SIBILIA – “Il tradizionale appuntamento con gli auguri per la Santa Pasqua, quest’anno è ancora più denso di significati. Una ricorrenza nella quale eravamo abituati a tirare il fiato prima del rush finale dei nostri campionati, o a celebrare i nostri giovani al Torneo delle Regioni, oppure ad accarezzare il sogno di alzare al cielo un trofeo, a coronamento degli sforzi di un’intera stagione. Ma era anche un momento per ritrovarci con i nostri cari e per condividere un messaggio di speranza. Un messaggio che oggi vorrei arrivasse ancora più forte a tutte le società, ai loro dirigenti, ai calciatori e alle calciatrici, ai tecnici, agli arbitri e ai volontari di quello straordinario mondo quale è la Lega Nazionale Dilettanti.

Donne e uomini che, come tutti gli italiani, si trovano a lottare contro un nemico subdolo e
invisibile, micidiale come un cecchino. Un nemico, il virus, che ha stravolto la nostra
quotidianità, che ha limitato la nostra libertà e che ci ha posto nell’incertezza, con gravi
interrogativi sul nostro futuro. Tra le tante privazioni, anche quella di dover rinunciare al nostro amato calcio. Che per noi Dilettanti, lo rivendico con orgoglio, non rappresenta un
semplice svago. Piuttosto è un argine alla solitudine, un baluardo a difesa dei valori più
autentici dello sport e un meraviglioso strumento di coesione sociale.

Ora siamo fermi, ma quando si è fermi ci si può concentrare meglio e pensare, con calma e
razionalità. È ciò che dobbiamo fare, tutti insieme uniti, immaginando il modo migliore per
ripartire quando l’emergenza sarà cessata. Per ritrovare lo slancio serviranno unità d’intenti e la rinuncia ad ogni personalismo. La LND sarà al fianco delle Società, cercando insieme alle istituzioni civili e sportive le migliori soluzioni a sostegno del calcio dilettantistico.

Torneremo a giocare ed ad abbracciarci per un gol, ad esultare per una vittoria o a consolarci per una sconfitta. Ma sempre con la certezza di aver fatto tutto il possibile, nel rispetto delle regole e degli avversari, guidati dalla nostra inesauribile passione. Anche per questo vorrei che la Pasqua fosse per tutti davvero un passaggio – nel suo significato più autentico – verso un orizzonte di speranza e di rinascita. È questo il sentito augurio – insieme al Consiglio Direttivo – che rivolgo a tutti voi”.

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