Fondi è zona rossa. Da ieri, quando la Asl della zona ha rilevato 47 contagi accertati da coronavirus. È la miccia che, secondo gli esperti, porterà alla nascita del primo grande focolaio del Lazio. Si stima che almeno l’1% della popolazione sia positiva – senza saperlo – al Covid-19, ovvero un minimo 400 persone. Numeri che generano apprensione specialmente se rapportati a Codogno. Focolaio “zero” in Italia, nel quale i cittadini affetti da coronavirus rientravano nell’ordine dello 0,9% della popolazione.

Ma Fondi è anche il centro di una delle realtà più virtuose del futsal femminile: la Vis Fondi, ovviamente. Seconda nel Girone C di Serie A2 e società colpita, come tutta Italia, dall’emergenza. Per chiarire meglio quale sia la situazione in città, Lady Futsal ha contattato Ermanno Ferraro. Ds (e molto di più) delle rossoblu. Che ci ha spiegato quali saranno le ripercussioni generate dall’ordinanza della Regione Lazio – emanata nella notte di ieri – nella vita di tutti i giorni.

“Ancora non ci sono i militari dell’Esercito – esordisce Ferraro -, ma hanno già messo in atto un checkpoint sull’Appia sia per chi viene da Roma, che per chi arriva dal sud. Tutte le auto vengono fermate e incanalate in una corsia dedicata. Ad oggi, tutto è rimasto come prima dell’ordinanza della Regione Lazio. Essendo uscita alle 21:30 di ieri sera, era difficile pensare di applicarla già dalla mattina del giorno dopo: domani ogni cosa sarà diversa”. Nessuno potrà entrare o uscire da Fondi: “Verranno intensificati i controlli e sarà vietato a chiunque di andare a lavoro. Anche a chi, come me che sono un libero professionista, non è tutelato da nessuno. Le attività commerciali che resteranno aperte saranno ben poche. I supermercati avranno orario ridotto: 8-19, domenica fino alle 15, sarà un vero e proprio coprifuoco. Ed è un controsenso nell’ottica di voler diluire il flusso di persone… Prestiti e mutui non saranno sospesi”.

La società rossoblu non ha mai sottovalutato la situazione, fin dai primi istanti: “Noi, come Vis Fondi, ci siamo mossi subito. Eravamo già in contatto con lo staff medico che ci assiste durante le partite, che coordina anche i Pronto Soccorso di tutta la provincia di Latina. Nel giro di un’ora dal primo decreto dell’8 marzo con il quale hanno sospeso tutti i campionati e chiuso il nostro palazzetto (per ordinanza comunale, ndr), abbiamo riunito tutte le ragazze che stanno qui, a Fondi, ma vengono da fuori. E abbiamo dato loro la possibilità di scegliere se restare o andare. Le italiane, ma non di Fondi, sono rimaste. Mente le straniere sono tornate rispettivamente in Ungheria, Giappone e Portogallo” – Ermanno ci spiega le ragioni delle due scelte contrapposte – “Questo perché gli altri paesi avevano assicurato loro un periodo di quarantena di 14 giorni al momento dell’arrivo in aeroporto, mentre le italiane avevano paura di contagiare senza saperlo i propri familiari. Di loro ce ne facciamo carico noi extra-contratto“.

Poi continua: “Ogni nostra decisione è stata presa nel più breve tempo possibile, più di così non potevamo fare. Avessimo avuto prima delle certezze… ma ormai quel che è fatto è fatto. Le ragazze vorrebbero tornare a casa, ma paradossalmente due di loro vorrebbero anche rinnovare il contratto per la prossima stagione: una aveva richieste dalla Serie A, mentre un’altra avrebbe smesso. È un grande segno di fiducia e attaccamento”.

Però ai piani alti, della LND e non solo, è mancata chiarezza: “Noi saremmo stati d’accordo con qualsiasi decisione, purché si fosse rivelata una decisione ferma. Definitiva. Invece ci hanno portato un passetto alla volta fino al 3 aprile. Il panico non si sarebbe dovuto creare neanche per un secondo, andava bloccato tutto subito senza tentennamenti”.

Ermanno Ferraro sarebbe favorevole al rientro in campo?: “Per tantissimi motivi, umani soprattutto, per me si dovrebbe riprendere e portare a termine il campionato. E lo dico senza pensare agli interessi delle varie società. Poi, pensando da club, ogni squadra è legata agli sponsor. Se loro dovessero tagliare i fondi allora le società avrebbero grossi problemi. Anche riducendo il più possibile tutte le spese, un minimo di perdita ce l’avrai sempre” – l’importante è formare un dialogo –Bisogna sedersi a un tavolo e parlarne, in primis tra le varie società. Nel caso in cui ci fossero delle valide ragioni per fermare tutto, anche io che sarei disposto a continuare mi metterei volentieri da parte”.

Rientro a maggio? Non solo, secondo Ferraro: “Dobbiamo allargare i nostri orizzonti. Quando parlo di riprendere il campionato, non parlo per forza di maggio. Si può spostare tutto: gli Europei, le votazioni, e quindi anche la stagione. Perché non ricominciarla a settembre? Poi la si finisce a gennaio, e a marzo faremo partire quella nuova. Così facendo nel giro di 2-3 anni, recuperando nei tempi morti, si tornerebbe alla normalità. Magari è un’idea complicata da attuare, ma è fondamentale mantenere gli sponsor: senza quelli, non si va da nessuna parte”.

Ma, conclude, il futsal femminile non è a rischio: “Secondo me non ‘salteranno’ molte squadre. Il problema è generale e, che finisca la stagione o meno, la questione resta sempre: ‘Chi ti finanzia?’. Però il denaro che è stato buttato, ormai è stato buttato. Anzi, dichiarando concluso questo campionato e ricominciando dal prossimo, potrebbero essere risparmiati anche tanti soldi. Sono due facce della stessa medaglia, è una situazione difficile da decifrare”.