Mai scontato, mai banale, senza peli sulla lingua. Mister Roberto Chiesa pronto a ripartire dopo lo stop forzato, spettatore attento nell’osservare le rivali che sono potute scendere in campo, ma anche idee precise sul futuro di un campionato incerto e svuotato di quegli aspetti sportivi portanti del futsal femminile.

Esordio in campionato che è purtroppo slittato di due settimane, però se vediamo le cose da un’altra prospettiva possiamo dire che avete avuto più tempo, te insieme al tuo staff, di vedere all’opera tutte le squadre (o quasi) che parteciperanno a questo campionato. Dopo queste prime due giornate, cosa ci puoi dire su questa competizione? Ci sono sorprese o sta andando tutto secondo quanto avevate pronosticato?
Per ora si può dire ben poco dato il gran numero di gare rinviate, non si riesce a capire tantissimo. Sicuramente c’è stata la conferma delle squadre migliori, tipo il Falconara, lo stesso Bisceglie che dovremo affrontare, la Lazio, il Real Statte; quindi quelle squadre che vedevamo forti sulla carta l’hanno dimostrato anche sul campo. Non si è capito tantissimo, il Covid-19 la fa da padrone, però quello che pensavamo è successo. Mi è piaciuto molto anche il Granzette, che secondo me è stata un po’ sfortunata; è una squadra che sa stare molto bene in campo e in genere crea molte difficoltà.

Hai parlato, tra le tante, anche del Bisceglie, la squadra che il Capena si prepara ad affrontare questa domenica (salvo imprevisti); compagine che ha collezionato tre punti in due partite derivanti dalla sconfitta di misura all’esordio nel derby pugliese contro lo Statte e dalla vittoria nell’ostica trasferta sul campo del Cagliari. Cosa pensi della partita che verrà?
Il Bisceglie è una squadra che ho seguito da vicino, in parte perché ci giocano tre mie ex giocatrici, ovvero Ribeirete, Oselame e Annese, ma anche perché è stata protagonista di una campagna acquisti a mio dire strepitosa, che ha portato giocatrici di assoluto livello quali Rozo, Giuliano, che personalmente stimo tantissimo, Marino, ma anche Nicoletti, che è stata in grado di reinventarsi centrale dopo aver fatto per una vita il pivot; il tutto accompagnato da un allenatore molto bravo che fa della modestia il suo punto di forza, nonostante sia molto preparato e che ho anche avuto il piacere di conoscere in passato. Una squadra che, comunque sia, punta sicuramente a posizioni di vertice.

Un impegno tosto dunque anche questo contro il Bisceglie nel quale, però, speriamo che le nostre ragazze possano dare il meglio. A proposito del gruppo squadra, in queste due settimane ovviamente non vi siete potuti allenare al palazzetto in gruppo data appunto la positività al test sierologico di una componente della squadra, cosa avete programmato, dunque, per far sì che le ragazze potessero comunque rimanere in allenamento seppur da casa con sessioni individuali?
Noi abbiamo la fortuna che le ragazze alloggiano in un posto con un ampio spazio fuori casa. Una villa con piscina e spazi aperti importanti. Il mio staff, Marco Shindler ed Emiliano Luminoso, hanno assegnato una tabella di lavoro specifica da svolgere che non sarà sicuramente uguale al lavoro fatto sul campo, ma che comunque non le ha tenute ferme. Io ho verificato che tutto si svolgesse per il meglio, ma non avevo molti dubbi: ribadisco il fatto che questo è un gruppo che fa della professionalità il suo punto forte. Le ragazze si sono infatti allenate al massimo e sono sicuro che grazie al loro lavoro abbiano sopperito all’assenza dal campo. Chiaramente ci mancherà il ritmo partita rispetto al Bisceglie, ma questa settimana lavoreremo per farci trovare pronti nonostante le pugliesi abbiano giocato già due gare e noi nessuna.

“La salute prima di tutto” si dice sempre, soprattutto in questo periodo: la squadra è a oggi risultata completamente negativa al virus, a seguito invece della positività riscontrata un paio di settimane fa. Quali test avete dovuto fare per assicurarvi la ripresa regolare dell’attività?
La positività è stata riscontrata a seguito ai test sierologici effettuati prima di quella che avrebbe dovuto essere l’esordio in calendario con il Montesilvano, abbiamo quindi bloccato tutto e messo in quarantena la squadra. Abbiamo fatto fare il test molecolare alla ragazza in questione ed è in seguito, per fortuna, risultata negativa. Questo ci ha permesso, dopo un lasso di tempo previsto dal protocollo, di poter scendere in campo martedì 27 ottobre, anche a seguito dell’ok da parte della Divisione, che ci tengo a dire ci ha seguito dal primo momento. Un grazie va ai nostri dirigenti che hanno fatto un lavoro importante a fronte di una situazione davvero difficile.

Ultima domanda, che riguarda un po’ la situazione attuale che stiamo vivendo: possiamo dire che, per assurdo, siete un gruppo “privilegiato” dato che, facendo parte di un campionato di una delle poche competizioni di interesse nazionale che si svolgono in Italia, avete ancora la possibilità di giocare? Un pensiero sulla situazione attuale, sia per quello che riguarda il mondo del calcio in Italia che per tutto il resto?
Io forse andrò in controtendenza e non sarò sicuramente d’accordo con la maggior parte degli addetti ai lavori. Personalmente essendo un uomo di sport protagonista in questo mondo ormai da tanti anni, riconosco anche tutto il contorno che c’è: il poter guardare una classifica “pulita”, il poter far previsioni, il poter andare a mangiare una pizza insieme a tutto il gruppo; tutto ciò oggi è impossibile. Ritengo dunque che siamo fuori luogo: penso quindi che un torneo così non abbia lo stesso valore e lo stesso appagamento di sempre. Sarei quindi più propenso a sospendere il campionato in questo momento così difficile per tutta l’Italia, dove dobbiamo stare attenti a tantissime cose, abbiamo chiuso teatri, cinema e palestre, io fermerei questo campionato per il tempo necessario, che siano due o tre mesi, per poi riprenderlo una volta che il livello di guardia nei confronti di questo virus possa essere abbassato, anche perché è normale che in questo momento la gente abbia paura, che pensi ad altre cose e che la Serie A stessa abbia perso un po’ di entusiasmo e un po’ di carisma. Mancano tutte quelle componenti che, al di là di dare calci al pallone, rendono unico questo sport. La giornata scorsa si sono giocate solo due partite su cinque, per esempio, andare avanti così è difficile. Noi comunque ci atteniamo a quelle che sono le disposizioni della Divisione, qualunque sia la decisione.

Diciamo che qualunque possa essere l’opinione di ognuno di noi, l’invito da parte sua, da parte mia e di tutto il Città di Capena è comunque quello di rispettare le direttive che ci vengono date.
Certamente, non si deve giocare con queste cose. Abbiamo tanti obiettivi nella vita e ritengo che la salute sia uno dei più importanti. Poi questo sport è bello solo se ci sono tutte le componenti, non solo alcune. Noi ci siamo sentiti dire da una società che non ci saremmo voluti presentare solo per un infortunio di una giocatrice, come se noi avessimo la possibilità di cambiare le certificazioni dell’ASL. Così si vive male: siamo uomini di sport e come tali bisogna trovare la soddisfazione nel praticare questa disciplina, mantenendo il lusso e l’onore di poterla svolgere in queste categorie.

Luca Pellegrini
Ufficio Stampa Città di Capena