Guerriera. Te ne vai da guerriera. Ci hai lasciato ieri, Sissy, dopo oltre due anni di tenace lotta, di coraggioso, immenso attaccamento alla vita. Lo hai fatto di sabato, il giorno giovane come eri giovane tu, nella morsa di un gennaio gelido e infinito.

Te ne vai dopo veglie, speranze e preghiere, ma a noi resta il tuo viso felice di quando giocavi a futsal, i tuoi occhi sgranati di gioia ad ogni parata, le esultanze abbracciata stretta stretta alle tue compagne, dalla Pro Reggina alla Rambla, da sud a nord, un filo di passione e amore che le tue mani avvolte dai guantoni avevano intrecciato con cura affinché mai si spezzasse.

Ed ecco che oggi a noi resta l’immagine dell’amicizia, quella che tu incarnavi così bene: guarda quante persone oggi piangono per te, ricordano te, sentono già la mancanza di te. Appena trent’anni, sì, ma guarda, quanto grande sei stata. “C’eri sempre, pronta a parare, a tuffarti o meglio a volare per quanto in alto andavi. D’altronde il portiere è un ruolo per uomini/donne forti e tu lo eri” scrive Marcella. “Un giorno torneremo a giocare insieme! ‘Arrivederci’ Portierone del mio Cuore!”, il saluto di Clelia. “Quanti ricordi affiorano, il tuo immancabile sorriso, le nostre canzoni a squarciagola nel percorso che facevamo per recarci agli allenamenti, le gioie conquistate insieme sul campo, la tua allegria, la tua bontà, la tua bravura, un portiere come pochi, eccezionale sotto tutti i punti di vista”, ti ricorda Ludovica. E così tante altre persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti sul loro cammino.

Perché il tuo sorriso, il tuo sguardo, tu hai brillato così forte che niente e nessuno spegnerà la tua luce. Auguriamo e sappiamo che questa luce, questo calore che eri riuscita a sprigionare e infondere a chi ti stava attorno, darà la forza alla tua famiglia per continuare a cercare un’altra luce, quella di una verità tuttora nascosta e buia.

Nel cuore di chi ti ha voluto bene, tu, Sissy, resterai sempre accesa.

Valentina Pochesci