Centrato l’obiettivo stagionale della promozione, in casa CF Pelletterie si sfruttano queste ultime partite per crescere e gettare le basi per il prossimo anno dove, come ci hanno ribadito più volte i protagonisti rosanero, la musica sarà del tutto diversa.

In particolare c’è chi, grazie alla disponibilità delle ragazze e al sostegno della società, studia per diventare grande. È il caso di David Mezzanotte, allenatore in seconda della squadra toscana che, con passione e a volte anche troppa modestia, come dimostrano le sue parole, racconta le prospettive sue e della società.

Hai sbagliato! Non sono io il mister, quello è Massimo Zudetich. Sono suoi i meriti perché io non ho fatto nulla; sono stato scelto soltanto perché siamo legati da una grande amicizia!

Dai David, non fare il modesto e partiamo dalla vittoria con il Dorica Torrette. È la conferma, così come aveva chiesto la società, della serietà di questo gruppo?

“Certamente, anche se non è stata una partita semplice. Dovevamo comunque fare il nostro dovere nel rispetto, in primis, di noi stessi e poi delle altre squadre che ancora lottano per centrare i propri obiettivi. Era quello che ci eravamo prefissi prima di scendere in campo e così è stato”.

Quali sono i compiti di un allenatore in seconda?

“Non si tratta soltanto di dare consigli al mister, ma anche di ascoltare chi ha bisogno e cercare di tranquillizzare gli animi delle ragazze che sono in campo ed in panchina”.

Peraltro, in accordo con il mister e le ragazze, stai gestendo questi ultimi allenamenti e le restanti partite. Come sta andando e, dai David, ammettilo stai studiando per diventare un allenatore di punta?

“Ho l’onore di poter gestire gli allenamenti e le partite per queste ultime gare anche se, devo ammettere, ho sempre bisogno di Massimo (Zudetich,ndr) perché non è così semplice. Sto cercando comunque di fare del mio meglio e, chissà, forse un giorno…Non si sa mai!”.

Il prossimo anno vi aspetta la Serie A. Che idea ti sei fatto?

Sarà una stagione completamente diversa e molto dura. Sia noi in panchina che le ragazze dovremo entrare nell’ottica che ci sarà da soffrire e non basterà quello che abbiamo fatto quest’anno, ma servirà ancora più fame per portare a casa i tre punti”.

C’è qualche giocatrice in particolare che ti piacerebbe allenare?

“Non posso rispondere (ride,ndr)!”.

Tra pochi giorni ci saranno le FinalFour di A2. C’è una favorita o qualche squadra cui guaderai con particolare simpatia?

“Conosco soltanto il Granzette perché le abbiamo affrontate sia in campionato che in Coppa Italia, per cui non mi dispiacerebbe fossero loro ad alzare il trofeo”.

Marco De Santis