Partiamo da un assunto, anche piuttosto banale: il livello dei portieri del futsal femminile negli ultimi anni è salito a livello esponenziale. La professionalizzazione sempre maggiore di questo sport, la possibilità di allenarsi con giocatrici di immenso spessore nazionale e internazionale, la presenza di preparatori specifici importanti: questi fattori hanno a parer mio determinato questa evidente crescita.

La riflessione chiama subito curiosità: quali sono le più brave? Premetto che personalmente non riesco a seguire tutto il mondo a 360 gradi, ma ho comunque potuto seguire in questi anni un buon numero di esponenti del ruolo: per cui chiedo preventivamente venia a chi dimenticata o non considerata.

A differenza della versione maschile, vedo il mondo portieri femminile piuttosto variegato nelle qualità tecnico tattiche ed atletiche, che dunque presentino un’elevata capacità comunque, ma in una differenziazione a volte netta tra gli esponenti.

Partirei da due portieri che ho avuto il piacere di allenare: Sara Giustiniani e Angela Vecchione: la prima ha nel posizionamento tattico una qualità ottima, poco appariscente e molto efficace; la seconda ha una grinta e coraggio nelle situazioni di uno contro uno, unita ad un rilancio atipico a “catapulta” di rara potenza nel femminile.

Passo poi a Marika Mascia, portiere con caratteristiche quasi maschili, grandi piedi e reattività assoluta. Chiara Salinetti, che è stata il portiere della mia Rappresentativa Femminile, e Valentina Margarito, ormai storico portiere dello Statte, si accostano come caratteristiche a Giustiniani, mentre Angelica Di Biase ha nella reattività la propria dote di livello: una sorta di mix tra queste due componenti è certamente Martina Cacciola, che ha un ottimo senso tattico e molto reattivatà nelle soluzioni ravvicinate.

Spostandoci oltralpe e oltre oceano, Daniela Ribeiro, con cui ho avuto il piacere di eseguire una lunga seduta di allenamento il suo primo giorno in Italia, ha invece nella velocità reattiva in spaccata una dote di rara evidenza. Tra scuola iberica e scuola brasiliana le differenze ci sono sempre state, e non poteva certo esimersi l’italo brasiliana Gaby Tardelli, che ha stile differente rispetto a Daniela, vantando un’unione incredibile tra esplosività in tuffo ed aggressività nelle uscite. Paradossalmente non conosco bene Caliari del Montesilvano, ma parlandone con il suo preparatore, e mio amico, Alberto Mancini, ne decantava i miglioramenti esponenziali a livello fisico tecnico e di personalità.

Scendendo di categoria (ma non certo di qualità) non posso non citare Lorena Munoz, portiere che ha qualità ovunque ben distribuite. Il portiere ungherese della Vis Lanciano, Nagy, mi ha colpito per l’abilità degna di un portiere da pallamano (da cui eredita un gran rilancio con le mani). Silvana Macchia ha dimostrato invece come esperienza, carisma ed abilità tecnico tattiche possano portare punti (e tanti) a una squadra. In ultimo una citazione per le “mie” Ilaria D’Errigo, autrice di un campionato straordinario, ma anche Eleonora Belfiore e Marta Biaggi, a cui manca forse l’esperienza della prima, ma che hanno avuto un percorso di crescita strabiliante grazie al lavoro di Arnaldo Costanzi.

Mi scuso ripetendomi con chi ho dimenticato, e colgo l’occasione per fare un in bocca al lupo a….mister Menichelli, perché le scelte qua in mezzo non sono certo facili…

David Calabria