Classe 2003, quella dei talenti, quella dei sogni, quella del divertimento senza pensieri, ma nel caso di Ambra Sechi anche quella della maturità, dell’umiltà e della testa bassa e pedalare. Un merito questo sicuramente che la ragazza si deve prendere grazie anche all’educazione impartitale dai genitori che in nessuna occasione hanno interferito nel cammino della propria figlia, anzi il sostegno datole dalla tribuna in modo silenzioso e adeguato conferma quanto di bello detto sopra. Al giorno d’oggi non è facile trovare ragazze di questo tipo: così giovani, ma anche così mature, ancora meno facile trovare famiglie che seguono la propria figlia in modo amorevole, ma senza alcuna invadenza. Insomma l’oro del Capena sembra essere, non solo nel successo di gruppo, ma anche un ambiente sano che permette alle giovani di inserirsi con calma e senza fretta. In mezzo a questo quadro stupendo sicuramente la pennellata più bella è di colore azzurro, visto che la Baby Sechi, proprio nel suo momento d’oro in campionato, ha ricevuto la prima chiamata in nazionale di categoria. Giorni indelebili per Ambra che sicuramente, nonostante lo stop per la pandemia, ricorderà questa stagione con il sorriso per molto tempo.

Hai vinto il tuo primo campionato nazionale, come hai vissuto questa stagione?
“È stata una delle mie stagioni più belle e piena di grandi emozioni. Esperienza indimenticabile, con una squadra di grandi giocatrici. Dispiace per lo stop causa emergenza Covid-19, per il fatto che sarebbe stato bello vivere insieme la promozione in Seria A”.

Ti sei ricavata un buon minutaggio e hai vissuto anche delle settimane molto positive soprattutto con la convocazione in nazionale di Under 17. Che sensazioni hai di quel periodo?
“Il periodo della convocazione è stato per me un qualcosa di nuovo e bello, quelle settimane hanno riservato inoltre sorprese e soddisfazioni anche a livello personale”.

Sei una delle 2003 più valide del panorama nazionale, cosa vorresti dalla prossima stagione?
“Nella prossima stagione, sicuramente continuerò a crescere, perché non si smette mai di imparare e ascoltando i consigli delle mie compagne di squadra che hanno maggiore esperienza di me e magari se avrò l’opportunità di fare del minutaggio in A sicuramente ci riuscirò”.

Come sei stata a Capena?
“Come già detto è stata un’esperienza indimenticabile, piena di grandi soddisfazioni, ho avuto una grande squadra con delle compagne su cui puoi contare e uno staff composto da persone disponibili, di livello assoluto e con le idee chiare”.

Ufficio Stampa 
*foto: Luca Pagliaricci