A inizio stagione voleva smettere, poi mister Roberto Chiesa si è messo in testa che il suo progetto tecnico poteva essere completo solo con lei per quanto riguardava la spina dorsale del suo Capena. Il tecnico biancorosso ha avuto non solo ragione, ma ha addirittura stravinto la sua scommessa di far tornare in campo ad alti livelli la numero dieci delle Leprotte.

NEKA –
I numeri sono a dir poco sorprendenti: tutte le gare giocate dalla prima all’ultima in campionato e in Coppa Italia, nessun infortunio o assenza, insomma una sorpresa vera e propria per la trentasettenne italo-brasiliana in cui solo mister Chiesa (o quasi) poteva credere. Diciotto presenze in campionato, una in Coppa e due ai playoff. Undici gol in campionato: capocannoniere in campionato e tripletta spettacolare in Coppa Italia. Quattordici marcature da vero pivot e trascinatrice nelle gare più importanti delle Leprotte. Dalla doppietta di Granzette agli assist di Cagliari, dalla tripletta in Coppa ai derby passando per le tre perle con il Pelletterie nel girone di andata che aprì le danze per la lotta salvezza chiusa sempre dalla stessa numero dieci in Veneto con una magnifica doppietta. Tre ammonizzazioni in tutta la stagione segno questo anche della grande esperienza e maturità del Capitano biancorosso che spesso e volentieri è stata utilizzata da Mister Chiesa anche in fase di possesso da vero e proprio play maker abbassandolo da centrale difensivo. Mettendo così la qualità immensa della numero dieci a disposizione della squadra e del possesso palla quando serviva far scorrere il cronometro o lanciare a rete compagna rapide come Fuhrmann e Bea Martin. Più di 28 minuti in media giocati a partita per un totale di 592 minuti fatti in tutta la stagione; dati incredibili o quasi per una giocatrice di trentasette anni che ha fatto la differenza ancora una volta nella massima Serie. Oltre alle quattordici reti già citate sopra, ci sono i 69 tiri nello specchio della porta effettuati che l’attesta come migliore tiratrice delle Leprotte, ma soprattutto dato insolito per un pivot puro: sono ben 151 i palloni recuperati in fase difensiva dalla numero dieci da cui spesso sono ripartite azioni che hanno portato al gol delle altre compagne come in Final Eight contro lo Statte. Un dato, quest’ultimo, che sottolinea la forma fisica e atletica tenuta per tutta la stagione dalle giocate. L’ultimo dato importante è quello, più prevedibile, dei falli subiti: 17 in totale ed è stata la Leprotte più bersagliata dalle avversarie proprio per il suo talento e la sua qualità. Una stagione sconcertante quella del capitano che ha letteralmente trascinato la squadra di mister Chiesa alla salvezza soprattutto nelle partite decisive, segno questo che la lungimiranza del tecnico romano e anfitrione delle Leprotte ha funzionato in pieno nel convincere la numero dieci a sposarne il progetto a inizio stagione e a diventarne poi protagonista.

Luca Pellegrini
Ufficio Stampa Città di Capena
*foto: Luca Pagliaricci