Un mister Roberto Chiesa come sempre schietto e sincero, una figura come poche ormai in questo calcio a 5 femminile italiano, al di là della sua storia e dei trofei vinti nel passato. Il tecnico romano, che quest’anno compie il cinquantesimo anno come allenatore, ha affrontato questo 2020 ricco di successi per i colori biancorossi, ma anche di tante incertezze dovute alla pandemia mondiale.

Un bilancio di questo 2020.
“Sono passati quasi due anni da quando abbiamo voluto far nascere, insieme a Valerio Piersigilli, una nuova realtà romana: l’idea del nostro progetto è basata sul voler tornare ad alti livelli in quello che è stato sempre il nostro sport. Tanti progetti tra cui il più importante, ovvero quello di un centro sportivo su cui basare tutta la struttura del club. Il primo anno è stato costellato di gioie sia in campo sia fuori anche se alcuni pezzi del puzzle a oggi non fanno più parte della diregenza, ma a cui comunque va riconosciuto il lavoro svolto. Abbiamo preso, lo scorso anno, il direttore per me più bravo e competente del panorama del calcio a cinque femminile e che si sta dedicando sempre di più al nostro progetto, per questo lo ringrazio.

Il rammarico più grande?
Mi è dispiaciuto molto che con le bruttissime vicende della pandemia non abbiamo disputato le finali di Coppa, per me un grande rammarico. Siamo andati avanti nonostante le incertezze date da questa pandemia che ha bussato ancora una volta alle porte della stagione, ci siamo comunque contraddistinti per un bel rafforzamento con due grandi acquisti per me basilari, in più sono stato fermamente convinto di ripartire da due pedine come Will e Neka che per me sono l’anima di questa squadra. Lo abbiamo potuto fare perché ho alle spalle persone serie che come me credono in quello che fanno senza mai mancare in nulla. Nonostante la bellissima programmazione mi è dispiaciuto rinunciare per ragioni non tecniche a qualche giocatrice che aveva fatto parte del gruppo vincente dello scorso anno, ma le scelte di vita personali vanno sempre rispettate. Per altre abbiamo convenuto che la Serie A fosse un impegno troppo grande.

Invece in questo inizio di stagione cosa non le è piaciuto?
Abbiamo giocato poche gare alla fine e questo ci ha danneggiato perché il gruppo non ha potuto cementarsi sul campo come squadra e soprattutto come avrei voluto. Nonostante ciò le ragazze stanno dando tutto e sono felice che la presidenza e i dirigenti tengano molto agli aspetti organizzativi. Le ragazze sono quasi tutte raccolte in alloggi dentro una villa con piscina molto grande e bella, in più lo staff dirigenziale è completo e molto valido. È una delle pochissime volte che vedo che la struttura dirigenziale è una vera e propria squadra che si riunisce ogni settimana facendo riunioni e analizzando il lavoro da fare di volta in volta. Le ragazze sentono che vengono trattate come se dovessimo vincere lo scudetto e questo aiuta molto anche a noi che lavoriamo poi con loro sul campo. È gratificante arrivare al Palazzetto per la partita e trovare spogliatoi con tutti i comforts e un campo allestito in modo esteticamente bello, non solo penso che la completa brandizzazione di tutte le aree tecniche ci faccia sentire ancora più parte del mondo Capena.

Una valutazione in generale invece di quanto fin qui raccolto?
Sono onesto, è stato creato qualcosa d’importante e non me lo sarei mai aspettato in così poco tempo. Ma preferisco guardare al campo e per questo dico che dobbiamo sperare che in questo 2021 prossimo si giochi con continuità perché le ragazze sono qui per fare questo e quando non si gioca si rischia di pensare ad altro e crearsi problemi che non ci sono. Mi è dispiaciuto a questo riguardo, l’ho già detto ma lo ribadisco, le troppe chiacchiere messe ad arte dopo aver fatto le due vittorie nelle prime due gare, da parte di persone che nulla hanno a che fare con il nostro sport. Siamo partiti bene e forte, nessuno se lo aspettava e tutto ciò ha dato fastidio; molto fastidio. Anche per questo mi auguro che nel 2021 si possa stare più in campo e a ottenere i risultati prefissati perché sono sicuro che la squadra e i nostri dirigenti lo meritano visto quanto lavorano.

In chiusura i ringraziamenti a chi li vuole fare?
A tante persone per esempio la mia famiglia che ancora mi sopporta (ride, nda), ma un ringraziamento speciale voglio farlo alle mie ragazze e ai miei dirigenti che mi fanno sentire al centro di questa realtà e che sicuramente ringrazio per il lavoro che svolgono ogni giorno. Che sia un anno di serenità e di grande soddisfazione per tutti con al primo posto la salute di tutti.

Luca Pellegrini
Ufficio Stampa Città di Capena
*foto: Luca Pagliaricci