Un mister Roberto Chiesa al settimo cielo quello del post vittoria in Veneto. Il tecnico-fondatore del Città di Capena si coccola le proprie ragazze e gongola nel ripensare all’impresa stagionale. Un’analisi e un omaggio alle protagoniste e a tutti coloro che hanno contribuito, dopo la promozione da imbattuta dello scorso anno, alla grande annata che si sta chiudendo.

La salvezza ottenuta in anticipo, un grande traguardo soprattutto perché coinvolgeva quattro squadre tutte forti. Che soddisfazione è?
In tanti anni da allenatore ho avuto il piacere di raggiungere tanti risultati e obiettivi, ogni volta sento lo stesso brivido e provo la stessa soddisfazione come la prima volta. Eravamo una neopromossa e non era facile soprattutto in un campionato come questo che si svolge e si è svolto in un momento pandemico. Abbiamo centrato tutti e tre i traguardi prefissati, insieme alla proprietà abbiamo pensato molto alla costruzione della squadra e della stagione. Con la Famiglia Piersigilli abbiamo programmato una stagione dove la salvezza era il vero obiettivo poi siamo andati anche oltre e questo mi ha fatto un immenso piacere significa che abbiamo avuto ragione su tutto.

Il girone di andata chiuso al sesto posto, qualificazione diretta alla Final Eight di Coppa e settimo posto al girone di ritorno con un playoff tutto da gustare. Si può dire che il dolce viene sempre alla fine, sarà un grande mese di appuntamenti tutti godersi come matricola?

Devo essere onesto questa squadra ha sorpreso anche me, è chiaro che l’ho costruita con dei punti fermi come Castagnaro, Bea Martin e Neka; ma c’erano anche diverse debuttanti e quindi delle vere e proprie scommesse. Scommesse tutte riuscite perché a oggi tutte le giocatrici in rosa hanno dato un grande contributo per raggiungere gli obiettivi e si sono fatte conoscere al grande pubblico della massima serie. Abbiamo perso un solo scontro diretto e dato fastidio a tutte le grandi con una nostra identità ben precisa. Il sesto posto del girone di andata e il settimo del ritorno è il frutto di un lavoro fatto tutti insieme Presidente, dirigenti, il mio staff e tutta la rosa con umiltà in silenzio e rimboccandosi le maniche anche nei momenti più difficili e questa è la cosa che mi ha reso più fiero. Possiamo solo crescere come ambiente e aver fatto due stagioni di questo tipo con una promozione dalla A2 da imbattuti e una salvezza con qualificazione ai playoff e alla Final Eight dimostra l’alto livello della realtà Capena. Il prossimo anno si dovrà puntare a un ulteriore anno di crescita. Non sarà facile, ma sono sicuro che inizieremo a lavorarci fin da subito e che ci riusciremo.

Hai costruito questa squadra fin dallo scorso maggio rappresentando tutta l’area tecnica, alla fine ai avuto ragione puntando sui nomi giusto con un budget sicuramente inferiore a tante altre realtà. È una soddisfazione nella soddisfazione anche questa?

Non è stato facile soprattutto perché la proprietà mi ha dato un budget ben preciso per la squadra, c’era bisogno di inventarsi una squadra proponibile per gli obiettivi prefissati in primis la salvezza. Sicuramente con un minimo di disponibilità in più avrei potuto costruire qualcosa di competitivo per i play off, ma la proprietà ha fatto bene così a darmi dei paletti molto fissi soprattutto ripensando a questa estate e all’autunno dove è tornato l’incubo della pandemia a pieno regime con tutte le conseguenze del caso.

Elogiando tutta la rosa che ha ottenuto un grande risultato, ma sicuramente le tre trascinatrici Castagnaro, Bea Martin e Neka insieme alla scoperta Fuhrmann sono state i punti di forza. Anche le tue fedelissime Agnello e Benvenuto sono state scelte riuscite, con la rosa completata a dicembre che è stata anche puntellata da Oliveira, Masini e Di Sabatino. Da responsabile dell’area tecnica sei orgoglioso del gruppo creato?
Le ragazze con nomi importanti hanno preso per mano la squadra e sono state molto brave soprattutto coloro su cui ho puntato per l’ossatura della nuova rosa, anche le scommesse si sono rivelate sicurezze. Sono soddisfatto di aver preso Bea Martin e Castagnaro come colonne portanti insieme a Will e di aver capito che erano le persone giuste per farci raggiungere ciò che ci eravamo prefissati, sono felice di aver convinto Neka a fare un altro anno in Serie A e di aver avuto ragione anche se lei all’inizio non voleva. Sono soddisfatto di aver ritrovato Benvenuto e Agnello lasciate qualche anno fa e ritrovate giocatrici mature e di categoria. Sono stato contentissimo di riavere in squadra una ragazza e una giocatrice come Fuhrmann che da oggetto misterioso in A2 si è rivelata una giocatrice di Serie A di grande affidabilità e abnegazione. Davvero una giocatrice importante, mi ha stupito e la vorrei sempre con me. Macchiarella ha dato in ogni partita addirittura più del massimo e in questo ha avuto grande coraggio perché si affacciava per la prima volta in A, di aver avuto un’altra volta D’Amelia come secondo che si è fatta trovare pronta. Devo sottolineare il lavoro di Emiliano Luminoso che a gennaio mi ha aiutato ad allungare la rosa con due giovani di grande valore e con Oliveira una giocatrice internazionale di profilo elevato per me è uno dei pivot più forti che io abbia mai allenato. Se fosse stata da agosto con noi avrebbe sicuramente fatto un altro tipo di campionato.

Per chiudere, hai qualche ringraziamento particolare?
Sì, sicuramente alla Famiglia Piersigilli in primis a Valerio sempre sul pezzo e pronto a far qualsiasi cosa per non farmi mancare nulla. Poi a tutti i dirigenti: una squadra completa nei ruoli e nelle loro mansioni coordinata magistralmente da Damiano Basile che è il migliore in assoluto. Un ringraziamento speciale al mio staff a Marco Shindler che mi è stato sempre a fianco, a Emiliano Luminoso che mi ha aiutato anche nella costruzione della rosa oltre che nel suo ruolo di preparatore dei portieri e al Fisio Alicata veramente unico per competenza e passione. Quando si lavora in serie A con uno staff di questo tipo e una dirigenza così non si può non raggiungere i risultati prefissati, grazie veramente a tutti. Si lotta per la maglia che si indossa per far ricordare il proprio nome, questa è per me la frase che definisce meglio questa stagione. Grazie a tutti.

Luca Pellegrini
Ufficio Stampa Città di Capena