E’ di poche ore fa la decisione della Divisione Calcio a 5 di sospendere l’attività agonistica fino al 15 marzo compreso. Si ferma dunque la Serie A e la gara tra Futsal Femminile Cagliari e Florentia, prevista per domenica 8 marzo, è rinviata a data da destinarsi. Ne approfittiamo per fare una bella chiacchierata con Maurizio Fara, preparatore atletico della società rossoblù.

Allora Maurizio, come procede il tuo lavoro alla Futsal Femminile Cagliari?

“Il mio lavoro e, in generale quello di tutta la squadra, sta procedendo in continuo crescendo e miglioramento sia in termini di condizione che di identità di gruppo e gioco. Certo non mancano le difficoltà nell’arco della stagione, ma questo è il bello del nostro lavoro”.

Cosa ci puoi dire sulle ragazze?

“Le ragazze sono molto speciali e mi stanno insegnando molto da questa esperienza, che per me è la prima nel futsal femminile. Sono un gruppo con un grandissimo potenziale e, come ribadiamo spesso col mister, da una grande collettività si può costruire una stagione da incorniciare. L’importante è mantenere sempre la mentalità positiva che ci ha portati a ottenere grandissimi risultati contro squadre sulla carta più forti. Quindi avere la squadra sempre prima della propria individualità”.

Parliamo di te. Com’è iniziata la tua avventura in questa società?

“Si tratta della mia prima stagione qua al Cagliari dopo alcune esperienze nel calcio a 11 prevalentemente nei settori giovanili. Sono stato contattato da Diego Podda e Luis Marimon attraverso lo Studio di Personal Training Gymotica dove collaboro con i dottori Simone Ripamonti e Stefano Melis, da lì ho accettato questa sfida per me molto stimolante e da cui trarrò molti insegnamenti”.

Hai un sogno nel cassetto?

“L’obiettivo è sicuramente quello di terminare la stagione con 2 trofei, perché le ragazze si meritano il meglio, ma dobbiamo sudarceli alla grande. Da laureato in Scienze Motorie spero che il nostro ruolo venga riconosciuto come tutte le altre professioni, e non visto come un hobby, e che venga tutelato sia culturalmente dalla popolazione che economicamente. Ho la certezza di parlare anche a nome di tutti i miei colleghi che, dopo tanti sacrifici per formarci, vorremmo vivere del nostro lavoro”.

Valentina Pochesci