Uno dei punti di forza del Brasil Sport Club è insito nella batteria degli estremi difensori. Seguiti dalla scuola dei portieri Arnacos di Arnaldo Costanzi, sotto dure ma necessarie sedute d’allenamento, Ilaria Valentini, Rossella Di Biase, Alessandra De Lucia e Stefania Mastro stanno offrendo al tecnico Valerio Nudi sempre più garanzie tra i pali.

COSTANZI – “Sono molto contento del rapporto che si è instaurato con il Brasil SC”, la premessa di Costanzi, fortemente motivato nel continuare il rapporto con la società gialloverde: “Rinnoveremo e miglioreremo la collaborazione che si è instaurata anche negli anni a seguire”. Il responsabile dell’accademia, poi, si sofferma sui quattro “numeri 1” del roster capitolino: “Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo facendo – prosegue -, perché stanno già tirando fuori, e molto velocemente, le proprie caratteristiche. Complimenti da tutti noi per l’impegno che stanno mettendo”.

VALENTINI, dopo anni trascorsi tra i campetti, ha approcciato il mondo del calcio a 5 all’età di 16 anni tra le fila del Palmarola. Dopo una pausa di due anni, ha ripreso all’età di 20 col Bracciano, in cui da centrale è passata a estremo difensore. “La passione per questo ruolo è cresciuta sempre più quanto sono andata a giocare con il CCCP dei mitici mister Maurizio Silvi e Andrea Umiliaco – spiega -. È stato proprio Andrea a insegnarmi tutto ciò che so, ed è grazie a lui se ho amato stare fra i pali sin da subito”. Valentini si è quindi trasferita al Colle del Sole, compagine amatoriale creata da Fabrizio Marchetti, per poi proseguire la sua carriera sportiva tra le fila del Trastevere, del San Camilla e del Santa Gemma – stagione, tuttavia, mai partita a causa dell’emergenza sanitaria -. “Nonostante tutto – aggiunge -, ringrazio Mauro Diclemente per avermi accolta in questa famiglia. Mi sono trovata benissimo con gli allenatori Forgillo e Roberto, perché mi hanno fatta sentire parte di una famiglia, e ho comunque avuto la possibilità di allenarmi con l’open maschile, esperienze che rifarei mille volte”. Poi l’approdo al Brasil SC. “Il progetto proposto da Valerio mi è piaciuto immediatamente – afferma -, e anche se la scelta di lasciare il Santa Gemma è stata difficile, mi sono sentita anche qui come a casa. Arnaldo Costanzi e Giorgia Zavettieri ci fanno volare ogni giorno in porta, mentre penso che insieme al resto della squadra possiamo fare tanto: ci mettiamo testa e cuore, e possiamo vincere il CSI e il torneo di Laura Brunetti”. L’ambizione di Valentini, in ogni caso, va oltre: “Il mio intento è quello di arrivare con questo club molto più in alto – dichiara -. Amo questo sport, perché il mondo del calcio unisce tante persone con religioni e culture diverse, ed è una cosa magnifica, come lo è essere un portiere: l’esperienza più bella, anche se è quella che pesa di più”.

DI BIASE, come Valentini, ha cominciato a praticare il futsal da giocatrice di movimento, per poi finire tra i pali: “Faccio parte di questa squadra da sempre – esordisce -, e il mio obiettivo principale è la crescita individuale e di squadra per raggiungere gli obiettivi comuni”. La 27enne, dal canto suo, si sente completamente a suo agio come “numero 1”: “L’estremo difensore è per me una sorta di guida in campo – sostiene -, poiché vede ciò che gli altri non notano e deve essere vigile verso gli ‘altri’. Il calcio a 5 e questo ruolo sono una parabola del mio essere nella vita quotidiana applicata allo sport: ti spendi tanto per gli altri, a ritmi frenetici, ma alla fine porti a casa soddisfazioni oppure ti fai una birra con compagne e avversarie”. Di Biase, infine, conclude con un pensiero rivolto all’ambiente Brasil: “Qui si condividono i risultati, come in una grande famiglia”.

DE LUCIA, nel suo curriculum, può vantare le maglie del Vigna Pia, Villa Aurelia, Polisportiva Ostiense, Casperia e Trastevere – fino al lockdown di marzo 2020 -. Dopo aver dato la priorità agli esami universitari, ha ripreso l’attività sportiva proprio con il Brasil SC a partire da novembre 2021. “Sono estremamente contenta e grata per questa nuova esperienza – asserisce -. Il gruppo è formato da molte giocatrici di qualità, ma, soprattutto, abbiamo una società importante, che cuora ogni singolo aspetto dalla scuola portieri al nutrizionista. Tutto ciò, non è affatto scontato”. L’estremo difensore, per quel che concerne l’avventura gialloverde, non vuole affatto risparmiarsi: “Essendo una persona tendenzialmente perfezionista – spiega -, voglio migliorare e dare il massimo per me stessa e per la squadra. Siamo una grande famiglia, e come tale ci supportiamo e lottiamo insieme per costruire qualcosa di importante”.

MASTRO, infine, aggiunge al quartetto dei “numero 1” freschezza e una dose extra di passione: “Sono una giovane ragazza entusiasta di giocare e di far parte del Brasil Sport Club – premette -. Sono qui da circa un anno, che per me è stato uno dei più belli di sempre, in cui sono cresciuta sia come portiere che come persona: ho trovato non solo una squadra, ma una famiglia, delle amiche e una nuova filosofia di vita”. Per l’estremo difensore, l’avventura gialloverde si tratta della prima esperienza in una società di futsal: “Inizialmente – racconta -, giocavo senza allenarmi in alcuni tornei amatoriali con le mie amiche di sempre, e per me era meraviglioso, ma niente di serio o costante”. Poi la svolta. “Grazie a questa società – prosegue -, un’attività che prima mi dava gioia è diventata adesso qualcosa di più. Una costante della vita, una ragione per andare avanti con entusiasmo e migliorare sempre di più”. Mastro, in effetti, sta progredendo a vista d’occhio: “Grazie al mister Valerio e alla Arnacos sto crescendo costantemente, e questo mi ricolma di gioia – esclama -. Migliorare a livello fisico e tattico era quello che cercavo e desideravo: ora il mio sogno è realtà”. Il supporto da parte della società, inoltre, non manca. “Alla presidentessa Maria devo molto – evidenzia -, a livello personale e psicologico è diventata la mia mental coach: mi chiama ‘gattina leonessa’ e questo mi dà la carica giusta per difendere al meglio lo specchio. La sua forza ed energia sono contagiose, e così non posso che crescere e migliorare anche a livello di testa”. Il roster, dal canto suo, è fatto su misura per Mastro. “Grazie alle veterane del Brasil sto vivendo un’avventura bellissima – sottolinea -, come lo sono la crescita e la condivisione di momenti belli e meno, che però ci uniscono e danno il senso dello sport”. Al giovane porteiro la voglia non manca: “Desidero diventare una sicurezza e certezza per la squadra – dichiara -, passando così da amatoriale a qualcosa di più. Vorrei che le compagne fossero ‘tranquille’ e fiduciose ad avermi tra i pali, e gestire meglio l’ansia e la pressione, con lo scopo di diventare un ‘vero portiere’: sono convinta che questo mi possa aiutare anche nella vita di tutti i giorni, così da essere una persona e una lavoratrice migliore”. Il ruolo che ricoprire la stessa Mastro, ciò non bastasse, è unico: “Quando penso al giocare in porta – chiosa -, mi viene in mente la parola ‘felicità’. Oltre che ad ‘ansia’ (ride, ndr)”.

Alessandro Cappellacci