Bitonto-Taranto (anzi, per essere precisi, Taranto-Bitonto anche se si è giocato al “Paolo Borsellino”) è stata la partita del tutto, forse anche di più di quello che ci si aspettava anche se era il big match del 20esimo turno di campionato.

L’ANALISI – È stato il pomeriggio dell’adrenalina. Della tensione. Della partita combattuta, palla dopo palla, azione dopo azione, contrasto dopo contrasto. Della ricerca (spasmodica) della tattica, anche a discapito della tecnica. A esultare, alla fine, sono state le ioniche, che interrompono il proprio momento negativo – un punto nelle ultime quattro partite -, e impongono alla capolista il primo dispiacere del Campionato e il primo ko in A2, dopo 14 vittorie consecutive e 17 partite di imbattibilità. Perché hanno vinto le tarantine? Perché hanno fatto tutto quello che dovevano e potevano. Pressing a tutto campo e in modo organico fin dal principio di manovra delle leoncelle (soprattutto nel primo tempo), difesa attenta soprattutto per le vie centrali con una monumentale Patrizia Convertino, reattività sulle ribattute e sulle seconde palle, estremo cinismo dalle parti di Gabriella Tardelli. Mix di ingredienti che, soprattutto nel primo tempo, ha sorpreso e messo in difficoltà le neroverdi, apparse opache rispetto ai propri standard, più imprecise, più frenetiche del solito, e sciupone sotto porta come mai prima di questa sfida. Ma anche terribilmente sfortunate. La partita, allora, ma che in parte abbiamo già raccontato.

LA GARA – Il primo tempo è di marca ionica, come detto, c’è la rete del vantaggio con Veronica Calendi, abile a battere a rete a due passi da Tardelli una palla proveniente da metà campo. Il Bitonto inizia ad alzare i giri del proprio gioco a fine frazione, costringendo Manuela Cordaro ai primi interventi importanti. Nella seconda frazione la parola chiave è emozioni. La capolista entra con un piglio più aggressivo, più voglioso, costringendo il Taranto alle strette e (quasi) solo a difendersi a ridosso della propria area di rigore. Arrivano le occasioni, e con loro gli errori clamorosi (vedasi Nancy Loth, Joana Azevedo, Grecia Fontela su tutti), le parate di Cordaro, e persino il rigore calciato sulla traversa da Brenda Moreira. È il primo errore dal dischetto per le neroverdi, al terzo penalty stagionale ricevuto. E, nel momento di maggiore pressione, arriva quello che nessuno si aspettava. Il raddoppio delle ragazze di mister Vito Liotino ancora con Calendi, che non lascia scampo al goalkeeper bitontino dopo una bella ripartenza. È la rete decisiva, praticamente, che la capolista riesce solo a dimezzare con il 19esimo squillo di Azevedo, e con il quinto di movimento. Al fischio, è ordalia tarantina per 2-1. Amaro in bocca per mister Michele Pannarale, che vede infrangersi a 41 le partite utili consecutivi e conosce un ko tanto fragoroso quanto inaspettato e immeritato. In classifica, non cambia assolutamente nulla, perché le leoncelle guardano sempre tutte dall’alto con 49 punti, con + 3 sul Molfetta (ieri turno di riposo), + 9 sul Vigor Lamezia, sempre più terza forza del campionato. E sarà proprio la compagine calabrese la prossima avversaria della Polisportiva, mercoledì nel recupero del decimo turno non disputatosi il 20 dicembre. L’occasione più che ottima per ripartire e dimenticare quanto accaduto ieri.

Ufficio Stampa Polisportiva Bitonto