Inizia l’avventura mondiale del Pavia Beach. Oggi la formazione di mister Mardente saprà quali saranno le sue avversarie. In attesa del primo match, abbiamo contattato il Presidente del club, Vittorio Zadotti. Con lui abbiamo parlato a tutto tondo di questa competizione ma anche di alcune difficoltà del beach rosa italiano… Ecco cosa ci ha detto.

“Cinque giocatrici italiane che non hanno potuto partecipare perché non ce le hanno mandate… Dovremo farne a meno. Siamo ad un mondiale con otto giocatrici, due portieri e sei di movimento. Siamo ad un mondiale col Pavia con 6 brasiliane e due italiane. Mi sarebbe piaciuto portare le italiane che sono ai vertici del calcio a 5 che hanno giocato con me l’Europeo ma non c’è stato verso… Sarebbe stato giusto che un Presidente che ha una giocatrice che è tra le cinque più forti al mondo la liberasse per l’occasione, e invece…”

Questo il primo messaggio del Presidente Zadotti che poi parla della competizione: “Oggi uscirà il calendario… Ci sarà un girone a 5 squadre, è divertente ci siano americani e giapponesi che danno una dimensione mondiale alla competizione. Sarà dura, forse non nelle fase preliminari, ma nelle conclusive sicuramente”.

Che obiettivi vi siete dati col mister?
“E’ la prima volta con Mardente in cui non siamo super preparati, alla base della nostra cultura c’è la preparazione spasmodica, le giocatrici le conosce tutte il mister, negli ultimi tre anni le ha seguite sempre però… Ci siamo detti di fare cose semplici. La situazione è tale che qualsiasi cosa pensi di inventare può creare problemi. Cercheremo di far giocare nel ruolo, senza stravolgimenti, e sarà in campo chi è più in forma, vedendo strada facendo cosa viene fuori… Chi arriverà fino in fondo giocherà sei partite, finale inclusa, in sei giorni”
Che messaggio ha dato Mardente alle ragazze?
“Di riposarsi perché sono tutte all’interno della stagione; cerchiamo di stare rilassati e concentrati, di giocar forte quando occorre, di leggere la partita, di capire i momenti in cui è importante spingere, controllando il resto”
Presidente, non succede ma se succede…
“Se accadrà sarà meraviglioso perché porteremo un titolo mondiale in una disciplina che in Italia nel maschile è molto importante, ha un campionato e delle regole ma che nel femminile sta crescendo solo adesso. Cercheremo di dare visibilità con il titolo e cercare un’organizzazione che non sia quella estemporanea. La disciplina è bella, meriterebbe più attenzione e aiuto – in termini organizzativi ed economici”
Cosa può aiutare il beach soccer femminile italiano a crescere?
“L’organizzazione di tornei è importante. Il campionato italiano in un’unica prova ha pochissimo senso. In pochi giorni accade tutto. Possono essere giocati in pochi giorni ma  a tappe, con gironi, fare due gare al giorno, ha significato avere dodici ragazze allora… Un’altra cosa: una regola sugli stranieri in campo è ridicola… Massimo tre stranieri per far giocare le italiane ma le squadre non te le danno e il livello non è internazionale al punto di poter competere. Il costo che sosteniamo è importante”.