Da tre stagioni l’Audace è una realtà consolidata della Serie A2 femminile. Il club, che fino alla passata stagione ha avuto anche una formazione maschile, ha subìto alcune mutazioni nel corso del tempo fin quando, nel 2016, è arrivata la svolta.

Il passo adottato è stato quello sicuro della tartaruga e i risultati ci sono. L’Audace è stata capace di raggiungere i vertici della Serie A2, basando la sua strategia su tre elementi: lavoro, programmazione e consolidamento responsabile.

“Questa Società come Audace nasce nel ’98 poi, nel 2007 c’è stata una fusione, durata fino al 2010, anno in cui abbiamo preso noi in mano la situazione. Avevo 21 anni – ricorda il Presidente del club, Alessandro Betteghella -, zero esperienza, zero soldi, zero tutto. Siamo ripartiti con la maschile in Serie D poi, nel 2012, abbiamo creato la squadra femminile ma fino al 2015 c’è stata una gestione amichevole della cosa, con pochissime risorse”.

Poi cosa è accaduto? “Nell’estate 2016 eravamo in Serie C con le ragazze e decidemmo di dare una svolta importante. Entrarono degli sponsor e, a quel punto, provammo ad allungare il passo, senza però andare mai oltre le nostre possibilità. Andò bene perché raggiungemmo le finali di Pomezia che ci permisero di agguantare la promozione. Ed ora sono tre anni che siamo in Serie A2”.

Come ribadisce Betteghella, che guarda con soddisfazione a quanto fatto fino ad ora dal club, “quando siamo partiti, era impensabile tanto ipotizzare di arrivare nel nazionale quanto cercare di creare continuità in questo ambiente. Arrivarsi, starci e comportarsi discretamente era una cosa lontana anni luce nel 2010”.

Ad aver fatto la differenza sono stati “il consolidamento che abbiamo avuto, la voglia e la capacità di programmare in anticipo”. “Ogni anno – ribadisce il numero uno dell’Audace – a gennaio iniziamo a programmare la stagione successiva, cercando di rinnovare gli accordi con le aziende”. “Un’altra prerogativa nostra è stata sempre quella di fare il passo secondo la gamba, senza mai eccedere anche se ce ne sono state le possibilità… Siamo sempre andati nella direzione che potevamo prendere. Abbiamo sempre lavorato con grande predisposizione al sacrificio, di fatto consideriamo il nostro impegno in Società come se fosse un lavoro, molti di noi considerano prima questo che il vero lavoro giornaliero!”

Alzare l’asticella, di volta in volta, cercando di creare qualcosa di più grande, cercando di dare qualcosa di più a questo sport e non solo: nella ricetta per la realizzazione dell’Audace ci sono anche questi ingredienti. “Da noi c’è sempre stato un passaggio graduale che ci ha permesso di arrivare ad una stabilità, anche nel rapporto con le aziende, che ci ha consentito di poter dare continuità all’attività. Abbiamo 35/40 sponsor e siamo riusciti a fidelizzarli; alcuni vengono al campo, seguono le partite, le dirette, vengono ad eventi e presentazioni. Abbiamo fatto un lavoro parallelo al campo che ha permesso anche alle aziende di interagire tra loro”.

L’Audace ha a propria disposizione da quest’anno un centro medico riabilitativo, con il medico al campo. Presidente Betteghella, con queste prerogative ti senti pronto per arrivare in Serie A? “Voglio andarci, sicuro. Ma attenzione, con testa e senza pensare di essere degli arrivati”.