Da sportivo, vivere questo momento di grandi restrizioni non è semplice. Ma non lo è neppure da genitore, figuriamoci da mamma.
Olimpia Santoro non è solamente il tecnico dell’Atletico Tirrena Civitavecchia è anche una donna, una mamma, che ogni giorno condivide preoccupazioni e timori, oltre che con la squadra, anche con i propri familiari. Spiegare ad un bimbo piccolo la situazione che stiamo vivendo, non è facile!
Come cambiano le vostre prospettive in ottica calcio a 5 a seguito di quanto accaduto in questo campionato per via dell’emergenza sanitaria?
“Vedremo… Secondo me è complicato. Avendo un buco davanti e non sapendo cosa ci sarà dopo. Credo si tornerà alla nostra normalità, altrimenti non potremmo fare sport e tante altre cose. Noi continuiamo investendo tantissimo, anche nel settore giovanile; abbiamo progetti in tutte le scuole della città. E poi, continuiamo la nostra avanzata verso le categorie maggiori con la prima squadra”
Da mamma di un bambino di 7 anni e mezzo, come hai vissuto questo momento e con quali preoccupazioni?
“Il più grande pensiero è andato ai nostri familiari, ai più anziani che non ho qui vicini. La raccomandazione di nonni e vicini è stata sempre di restare a casa. Avendo un bambino piccolino il difficile è organizzarsi la giornata. Poi, ci arrivano i compiti della giornata e il bimbo è impegnato. La preoccupazione è tornare alla vita normale, permettendo a lui di riconquistare la sua quotidianità. E’ difficile spiegargli di queste restrizioni o dargli una risposta quando ti chiede di andare al parco. Il pensiero più grande resta ai genitori e ai parenti più anziani”
Come hai vissuto il rapporto con le ragazze in questo periodo e come lo hai gestito?
“E’ sempre stato continuo, fin dalle prime settimane di stop, quando avevamo ancora la speranza di stare fermi per poco tempo. Abbiamo dato loro dei programmi atletici e interagito quotidianamente con tutte. Poi, quando si è capito che lo stop sarebbe stato più lungo, abbiamo rallentato la presa. Ma abbiamo un gruppo molto unito, abbiamo fatto un video dove ognuna di noi dava forza all’altra. La cosa più bella è che ognuna di noi tira fuori dal cilindro una partita, un’emozione vissuta; parliamo del futuro, un futuro incerto sì ma non vediamo l’ora di tornare insieme. Abbiamo ragazze che fanno trasferte per venire da noi ma ci manca l’attività sportiva di sempre”.