A bocca aperta. Probabilmente è come rimarrebbe chiunque nel sapere che Silvia Antonucci, classe 1997, sia appena entrata nella sua decima stagione sportiva al Frosinone. Non a caso vice-capitano, non a caso personalità di spicco dello spogliatoio: “Domenica ho visto una squadra ‘cattiva’, finalmente” – ha detto a Lady Futsal – “Pareggiavamo fino al 10′ del secondo tempo e, dopo qualche occasione fallita, abbiamo incassato il gol del definitivo svantaggio. Io però credo fortemente in noi, nonostante in questo momento i risultati non mi stiano dando ragione”. E fa bene a crederci Antonucci, perché è palese che nel Frosinone si sia accesa una scintilla. La sconfitta (4-2 ndr) contro la Virtus Ciampino, capolista a punteggio pieno e forse mai così in difficoltà come contro le ciociare, è una limpida dimostrazione di vitalità. Il Frosinone c’è. Forse ultimamente anche la sfortuna ha detto la sua.

“Penso che sia un periodo in cui ci stia dicendo tutto male. Nella partita contro l’FB5 per esempio abbiamo subito tre infortuni, un altro contro il Ciampino. Per la salvezza il cammino è ancora lunghissimo. Al momento la classifica dice play out, quindi bisogna fare del tutto per uscire dalla zona rossa e risalire”. Nella settima giornata di campionato le gialloblu ospiteranno la Best. Una possibilità di svolta, i tempi sono maturi. Ma occhio a non commettere sempre gli stessi errori: “Sarà un’altra partita molto difficile. Noi abbiamo sempre avuto un difetto grandissimo, ovvero non concretizziamo le occasioni da gol. Stiamo curando questo fondamentale, ci stiamo allenando bene, abbiamo un altro spirito in questi ultimi allenamenti. Sono fiduciosa.

Fiduciosa ed esperta, nonostante la giovane età. Calcolatrice. In senso buono ovviamente. Perché la vita di Silvia presenta due facce della stessa medaglia. Sul primo c’è la sua vita “normale”, da Responsabile Amministrativa di due centri di fisioterapia – “Me la cavo con i numeri”, dice -, sull’altro c’è una palla che rotola. Da sempre: “Ho conosciuto il futsal in modo totalmente inaspettato. Quando ero più piccola, dai cinque ai dieci anni, ho giocato a calcio a 11 con i maschi, perché qui in zona non c’era ancora una squadra femminile”. Poi la svolta: “Il futsal è entrato nella mia vita quando il mio professore di educazione fisica delle medie, e preparatore di una società di calcio a 5, dopo avermi vista giocare mi propose di entrare a far parte della sua squadra: il Rio Ceccano”.

Rio Ceccano? Sì, il Frosinone: “Da quel momento in poi sono rimasta sempre nella stessa squadra. Nel corso degli anni ha cambiato nome, ma la società è composta sempre dalle stesse persone”. Ed ecco quindi che dopo 10 anni nulla è cambiato: “Io dal punto di vista sportivo sono ancora una romantica, metto davanti a tutto il cuore e la riconoscenza, dei soldi non mi interessa. Amo in modo viscerale la mia terra, e sono riconoscente alla società che mi ha preso quando ero una bambina e sportivamente mi ha insegnato tutto”. Classe 1997, cuore frusinate e cervello rivolto alla prossima sfida. Silvia Antonucci non può che credere nel suo Frosinone.