Non sappiamo ancora come finirà la stagione. Se uno scudetto ci sarà oppure se, diversamente, non verrà assegnato. Motivo per cui abbiamo deciso di ripercorrere con una nuova rubrica la storia delle squadre che negli anni precedenti lo hanno vinto.

Partiamo casualmente dalla Stagione 2016/2017, un’annata da incorniciare per l’Olimpus Roma di Daniele D’Orto. Il tecnico e il Presidente blues Andrea Verde iniziarono il campionato a suon di colpi di mercato, con il ritorno di una giocatrice bandiera del club romano, Giulia Lisi, e con l’arrivo di tantissime big, da Giustiniani a Taty, da Cely Gayardo a Leticia Martin Cortes, Soldevilla, Lucileia, Siclari, Dayane. E poi tre portieri, perché accanto all’ex biancoceleste Giustiniani ci sono una giovanissima Liliana Nicoletta e Chiara Salinetti. Della “vecchia” guardia rimasero Maria Sorillo, Marta Schirò e Alessia Esposito, alle quali si unì un’altra italiana, Emanuela Capuano.

La stagione è di quelle da incorniciare, con la vittoria della Coppa Italia e il successo in finale per 4-1 sul Sinnai al PalaBruel di Bassano.

Poi emozioni a non finire fino alle notti magiche sull’asse Roma-Terni.

Ci voglio tre gare per assegnare uno Scudetto tanto sospirato, combattuto tra le due migliori formazioni del Campionato, l’Olimpus appunto e la Ternana. La formazione umbra è di quelle da capogiro. Mascia tra i pali, poi Renatinha, Taina Santos, Juliana Bisognin, Maite e, come non citarle, le italianissime Coppari, Presto e Brandolini, unite al capitano dei capitani da quelle parti, la brasiliana Neka.

La goleada dell’Olimpus a Roma in gara 1 (8-3) non consente alla compagine capitolina di ipotecare lo Scudetto. Infatti, in gara 2, la Ternana si impone per 3-2 riaprendo ogni discorso. La settimana seguente, a Terni, va in scena lo spettacolo degli spettacoli. Il Pala Di Vittorio è stracolmo, c’è gente che aspetta fuori dall’impianto.

I due starting five sono da brividi. Lato Ternana, si parte con Mascia, Renatinha, Taina, Bisognin e Maite; le ospiti iniziano con Giustinani, Taty, Gayardo, Martìn Cortes e Lucileia.

A partire bene è la formazione di Pellegrini che in casa si porta in vantaggio con Taina Santos. Primo tempo sull’1-0 e ogni discorso rimandato alla ripresa. Taty nel secondo tempo riporta la gara in parità ma Maire, dopo tre minuti, la piega nuovamente a favore delle Ferelle. Al 7′ l’espulsione di Lucileia per doppia ammonizione, al 10′ il tecnico della Ternana viene allontanato per proteste dal terreno di gioco. A metà ripresa Dayane mette a segno la rete del 2-2 e da allora sul campo diventa battaglia vera.

Una guerra, sportivamente parlando, sbloccata al 17′ dall’acuto di Cely Gayardo che per la prima volta nel match porta avanti l’Olimpus. La partita sembra indirizzata su questo finale ma a sette secondi dal termine c’è un fallo nell’area di rigore blues e il direttore di gara assegna il massimo penalty, con Renatinha che si presenta sul dischetto. Emozioni, attimi contrastanti, il miraggio/pericolo dei supplementari e dei rigori. Tutto si infrange sulle mani di Sara Giustiniani che dice “no” alla brasiliana, salvando porta e risultato.

2-3 il finale, lo Scudetto torna nella Capitale dopo tre stagioni; l’ultima volta era stato nel campionato 2013/2014 con la vittoria della Lazio Femminile sulla Ternana. Olimpus Roma per la prima volta Campione d’Italia.

A settembre, poi, a coronamento di un biennio indimenticabile, arriverà il triplete, con la conquista della Supercoppa Italiana al PalaKilgour di Ariccia.