Il primo anno senza le Final Eight, senza un vincitore di Coppa Italia. L’evento che si aspetta per un anno, tre giorni di passione, sogno e incubo di molti. Quel tremore alle gambe, la tachicardia, il pallone che scotta costantemente. Solo nella stagione 2000-2001 non si era assegnato il trofeo, quando un campionato nazionale era solo un sogno. In quegli anni le fasi finali nazionali venivano vinte sempre dalle romane o dal Real Statte, non a caso una società che conta 27 anni di storia, l’unica in Italia a livello di Serie A femminile. Botta e risposta continui, tra il 2000 e il 2011. Tra le squadre laziali come dimenticare la Roma, la Lazio femminile, il Due Ponti, la Virtus o il Torrino con giocatrici che nella capitale hanno fatto la storia del calcio a 5. Ma anche l’Imolese, che nella stagione 2006-2007 per un attimo tolse il trofeo dalle “grinfie” del duopolio laziopugliese. Poi, il Nazionale. Un sogno che si avverava. Anche le donne avrebbero avuto una loro Serie A, sarebbe stato un piccolo passo verso il modello maschile, ci sarebbe stata una Nazionale femminile. Pazzesco!

Fatto sta che nell’anno d’oro della Pro-Reggina campione d’Italia (anche questa storia la ricorderemo, più avanti), la prima edizione della Final Eight si gioca a Pesaro con grande emozione da parte di tutto il movimento, certamente, ma soprattutto delle otto finaliste: Real Statte, Montesilvano, Preci, Pro-Reggina, Time Sport Virtus Roma, Lupe, Kick Off e Lazio.

La prima semifinalista è la squadra di Marzella e Margarito: Valentina è già considerata tra i più forti portieri in circolazione (22 anni all’epoca) e nell’ 1-0 ai danni del Montesilvano, fa vedere tutto il suo repertorio supportata anche dalla corsa di pilastri come D’Ippolito e Convertino. Dall’altra parte, alla corte di Francesca Salvatore, ci sono nomi di peso: Pomposelli (già fenomeno) D’Incecco, Guidotti, Mannavola su tutte. Partita decisa da un lancio lungo di Margarito a pescare la super Susy Nicoletti. E’ il settimo minuto di gioco. Quel gol deciderà la prima partita in assoluto della nuova Final Eight Nazionale femminile, guarda caso segnato dalla stessa Susy che poi sarà il primo capitano della Nazionale femminile e andrà a giocare proprio nella squadra abruzzese. “Strano il mio destino”, canterebbe la Pausini.

Preci e Pro Reggina si giocano il secondo posto in semifinale: il famoso Preci di Da Roit, quello di Neka e Patri Jornet per la prima volta in Italia (che avrebbero poi aperto il mercato alle straniere), ma anche di una Chicca Madonna straripante e dell’esperienza di Alvino. Preci in lista con sole sette ragazze. Davanti, una Reggina che pochi mesi dopo avrebbe vissuto il Suo momento, regalando a tutti una piccola favola da Cenerentola, vincendo lo scudetto proprio contro lo Statte. Guidata da Tramontana, la squadra calabrese aveva delle giovani Siclari, Presto e Violi ma anche una folle Romeo (un gran talento), Mezzatesta, Politi e soprattutto Sissy Trovato Mazza, sorridente, con il capello sbarazzino. Siclari mette a segno una doppietta, per la Reggina in gol anche Romeo. Taffarel, Madonna e Patri per il Preci. I calci di rigore sorridono alle umbre grazie al gol vittoria di Braiato, portiere e goleador per l’occasione.

Benetti e Troiano sono le frecce delle Lupe di Mario Lovo. Proprio loro portano in doppio vantaggio le venete contro un Time Sport all’inizio frastornato. Maione, Pasquali, Segarelli, Di Giacomo, sono solo alcune delle ragazze alla corte di mister Sega, punti fermi nel calcio a 5 romano. Ed è proprio di Maione (che poi romana non è) la doppietta che nella ripresa permette alle romane di riacciuffare il punteggio. Nel momento migliore delle giallorosse, il gol vittoria ancora di Benetti. Lupe in semifinale.

L’incontro serale mette di fronte Kick Off e Lazio femminile. Quella di Monica Caprini per intenderci. Da una parte Riccardo Russo altro precursore nel mercato straniero, dall’altra Curti. Pesenti e Atz sono le trascinatrici (già allora…), tra le biancocelesti tanti volti noti: Moroni e Bellucci, più l’esperienza di Cenciarelli, La Rosa, Fiore e Coviello. A entrare sul tabellino dei marcatori Atz, Pesenti e Moroni (doppietta), ma i loro gol non bastano. Si va ai rigori. La Lazio sbaglia tutto quello che può: Cenciarelli, Bellucci e Coviello la sparano fuori, Russo raggiunge le Lupe in semifinale.

Quella Coppa Italia, la prima di questa nuova era “nazionale”, la vincerà il Kick Off, grazie prima al 4-1 sulla Lupe in semifinale e poi al 3-2 deciso nel secondo tempo supplementare della finalissima, contro il Preci. Gazzoli eroina e bomber dorata, le straniere Taffarel e Neka, stavolta non bastano al Preci.

Il futsal ha iniziato a scrivere la sua nuova storia.

To be continued….

(Foto archivio Div. C5)