Francesca Mannavola, autentico simbolo del calcio a 5 femminile, ha deciso di lasciare il futsal giocato. La notizia arriva tramite un’intervista rilasciata a Valeria Ancione del Corriere dello Sport, di cui pubblichiamo alcuni estratti:

Gli occhi grandi, la pelle scura e la voce sottile come quella di una fatina dei cartoni animati: fata Mannavola suona anche bene. Che se la incontri è buon auspicio, e se ti ci scontri ti fa un tunnel. Dal calcio a 11, l’inizio e la maturità, al calcio a 5, la necessità, la scoperta e l’amore, Francesca Mannavola, Manni per tanti amici, a trentacinque anni smette, tra le richieste che le arrivano e l’incredulità. Le donne dello sport, si sa, sono longeve, di fisico e di testa, è naturale chiedersi perché e stupirsi della decisione. «Anche l’anno scorso volevo fermarmi, ho vissuto lo stesso travaglio e poi ho giocato ancora. Però è diverso, avevo bisogno di mettermi alla prova, dopo una brutta stagione da dimenticare, e dovevo dimostrare soprattutto a me stessa di essere ancora capace di fare la differenza. Volevo uscire di scena con un bel ricordo».

E poi: «A trentacinque anni cambiano le priorità. Ho bisogno di essere padrona del mio tempo. La malattia di mio padre e la sua perdita mi hanno segnato profondamente e mi hanno fatto riflettere su questo. Ho perso tanti anni per gli impegni sportivi facendo molte rinunce. Ora ho voglia di godermi le persone che amo. Sto bene e potrei giocare ancora tanti anni, e infatti continuerò ad allenarmi perché lo sport per me è un modo di vivere, ma sento che sono scemate le motivazioni. Negli ultimi tredici anni ho abbinato il lavoro a un’attività sportiva di alto livello e ho sacrificato tanto la mia vita privata. Ora è tempo per il mio tempo». Nessuna paura di lasciare. Nessuna paura del vuoto. «Assolutamente no. Ho compiuto un percorso parallelo allo sport e ho una vita piena. La paura si prova se non si è fatto niente, se non si è costruito niente. Io ho tanta voglia di stare con la mia mamma, i miei fratelli, Andrea e Claudia, i miei nipoti, Martina, Riccardo e Tommaso, che vedo sempre poco, loro vivono in Puglia e io a Roma».

E così fata Mannavola lascia i campi, quelli di ogni week end in giro per l’Italia, ha bisogno di altro o semplicemente è diventata grande e il pallone può tornare a essere quell’amore di bambina da giocare nel cortile sotto casa. «Sì, sono diventata grande».